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05/09/2026 ore 15.43
Cronaca

Operazione Aquarium: la Dda chiude l’inchiesta sul narcotraffico gestito dal clan Maiolo, 16 gli indagati

Associazione a delinquere aggravata dalle finalità mafiose e commercializzazione di marijuana, cocaina e hashish le principali contestazioni. Fondamentali le intercettazioni per far luce sugli affari della consorteria di Acquaro in mezza Italia

di Giuseppe Baglivo

Chiusa dalla Dda di Catanzaro l’inchiesta della Guardia di finanza denominata “Aquarium” e che va a colpire gli interessi nel narcotraffico da parte del clan Maiolo di Acquaro. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è firmato dal pm della Dda, Andrea Buzzelli, e dal procuratore Salvatore Curcio. Questi gli indagati interessati dalla conclusione delle indagini: Gianni Bellò, 80 anni, di Garbagna (Al); Francesco Carè, 52 anni, di Fabrizia; Domenico Fortuna, 44 anni, di Stefanaconi, ma domiciliato a Siniscola (Nu); Domenico Fusca, 45 anni, di Dasà; Angelo Maiolo, 42 anni, di Acquaro, ma domiciliato a Montesilvano (Pe); Antonio Maiolo, 34 anni, di Stefanaconi; Carlo Maiolo, 55 anni, originario di Acquaro ma residente a Montesilvano (Pe); Francesco Maiolo, 43 anni, di Acquaro, ma residente a Brandizzo (To); Giovanni Maiolo, 36 anni, di Acquaro, residente a Montesilvano (Pe); Dritan Mici, 52 anni, albanese, residente a San Salvo (Ch); Gaetano Montera, 29 anni, di Acquaro; Nicola Papaleo, 67 anni, di Monasterace (Rc); Pietro Parisi, 46 anni, originario di Siderno ma residente a Alghero (Ss); Stefano Terremoto, 47 anni, di Torino; Ciro Trezzi, 44 anni, di Montesilvano (Pe); Francesco Zoccoli, 54 anni, di Bianco (Rc).

Le singole accuse

Posizioni diversificate per gli indagati. In particolare, il reato di associazione a delinquere finalizzata all’importazione, trasporto, detenzione, commercializzazione e cessione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (marijuana principalmente, ma anche cocaina e hashish) viene contestato a: Gianni Bellò, Francesco Carè, Domenico Fortuna, Domenico Fusca, Angelo Maiolo, Francesco Maiolo, Antonio Maiolo, Carlo Maiolo, Giovanni Maiolo, Gaetano Montera, Nicola Papaleo, Pietro Parisi, Stefano Terremoto e Ciro Trezzi.
Lo stoccaggio e il temporaneo deposito dello stupefacente sarebbe avvenuto oltre che in Calabria, nel Lazio, in Piemonte e in Abruzzo con reti di distribuzione al minuto dislocate su tutto il territorio nazionale.
Organizzatori del sodalizio e soggetti tutti beneficiari della piena fiducia di Angelo Maiolo vengono indicati i seguenti indagati: Nicola Papaleo, Ciro Trezzi, Francesco Maiolo, Francesco Carè, Antonio Maiolo, Gaetano Montera, Domenico Fusca. Gli stessi avrebbero garantito in prima persona sia con riferimento all’attività di custodia, sia per l’occultamento dello stupefacente. Fornitori di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente (marijuana e cocaina) vengono indicati Stefano Terremoto, Pietro Parisi e Gianni Bellò.
Il ruolo di finanziatori del narcotraffico avrebbero invece ricoperto Giovanni Maiolo, Carlo Maiolo e Domenico Fortuna, attivi anche nel reclutamento dei corrieri per il trasporto della droga e nell’individuazione di acquirenti interessati all’acquisto dello stupefacente. Le accuse sono aggravate dall’aver agito per agevolare l’attività del clan Maiolo di Acquaro, inserito nel "locale” di ‘ndrangheta di Ariola. Il sodalizio avrebbe operato dal 2015 all’attualità.
L’associazione facente capo al clan Maiolo di Acquaro sarebbe stata inoltre particolarmente avvezza all’utilizzo di strumenti di comunicazione telefonica e telematica con sofisticate tecnologie di criptografia idonee ad eludere le investigazioni. Angelo Maiolo viene indicato come il promotore, il capo ed il finanziatore del sodalizio criminale dettando ai propri subordinati anche disposizioni sul prezzo di rivendita della droga, debitamente maggiorato del compenso da imputare alla propria quota parte del provento dell’attività di narcotraffico.
Angelo Maiolo è poi accusato di aver detenuto, al fine di rivenderla, ben 450 chili di marijuana, oltre ad aver offerto in vendita all’albanese Dritan Mici dieci chili di cocaina. Altri 50 chili di marijuana sarebbero stati procurati da Pietro Parisi dietro il pagamento di 70mila euro e prelevati a Roma su disposizione di Angelo Maiolo per poi essere stoccato da Ciro Trezzi in due distinti luoghi siti in provincia di Pescara. Sempre Angelo Maiolo, Ciro Trezzi e Pietro Parisi, unitamente a Francesco Carè, sono poi accusati di aver detenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso complessivo di 19,5 chili, sostanza consegnata, su richiesta di Angelo Maiolo, da Pietro Parisi a Francesco Carè a Roma e da quest’ultimo consegnata a Ciro Trezzi, soggetto “deputato allo stoccaggio ed alla rivendita al dettaglio dello stupefacente”.
La cessione di altri quattro chili di marijuana viene inoltre contestata ad Angelo Maiolo in concorso con Domenico Fusca, mentre 20 chili di marijuana (dietro pagamento di 32mila euro) sarebbero stati consegnati da Francesco Carè nelle mani di Gianni Bellò. La detenzione ai fini di spaccio di 18 chili di marijuana (valore 74mila euro) viene invece contestata in concorso ad Angelo Maiolo, Francesco Maiolo, Antonio Maiolo, Gianni Bellò e Francesco Carè. La marijuana sarebbe stata consegnata a Torino a Francesco Carè e poi recuperata da Francesco e Antonio Maiolo che ne avrebbero curato la cessione ad un acquirente in contatto con Angelo Maiolo. Altra marijuana in sacchi da un chilo sarebbe stata poi trasportata da Angelo Maiolo e Francesco Carè da Valmontone a Città Sant’Angelo (Pe). Un chilo di cocaina sarebbe stato infine trattato da Angelo Maiolo e Antonio Maiolo tra Bovalino e Vibo Valentia il 24 settembre 2020. Le singole cessioni e contestazioni sono aggravate dalle finalità mafiose (agevolazione del clan Maiolo di Acquaro).
Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive attraverso i rispettivi legali.
Nel collegio di difesa figurano gli avvocati: Giuseppe Orecchio, Giuseppe Di Renzo, Sergio Rotundo, Sandro D’Agostino, Marco Bosio, Nicola Pistininzi, Daniela De Sanctis, Cieri Fiorenzo, Giuliana De Nicola, Alessandro Bavaro, Antonio Bernardo, Fabio Abbruzzese, Lucio Canzoniere, Andrea Ferrara, Pietro Sciarretta, Salvatore Ranieri, Dario Vannetiello, Ilario Papaleo, Bruno Ganino.