Omicidio Sainato a Capo Vaticano: il giudizio di revisione va ridiscusso dinanzi alla Corte d’Appello di Napoli
La Cassazione annulla la decisione dei giudici napoletani che de plano avevano deciso per l’inammissibilità del ricorso analogamente ai colleghi di Salerno. Imputato Giacomo De Salvo condannato in via definitiva per il decesso – dopo 16 mesi di coma – del titolare del villaggio Eden colpito nel luglio del 2011
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento della Corte d’Appello di Napoli che aveva dichiarato de plano come inammissibile l’istanza di revisione del processo della condanna definitiva nei confronti di Giacomo De Salvo, 51 anni, di Spilinga, condannato nel luglio 2023 dalla Cassazione a 12 anni di reclusione poiché ritenuto responsabile dell’omicidio preterintenzionale di Rocco Sainato, titolare del villaggio “Eden” a Capo Vaticano. Il fatto di sangue è avvenuto nel luglio del 2011. Con la stessa decisione, quindi, la Suprema Corte ha disposto la ritrasmissione degli atti alla Corte d’Appello di Napoli affinchè proceda con il giudizio di revisione.
In particolare, la revisione riguarda la pronuncia di condanna deliberata nei confronti di Giacomo De Salvo dalla Corte d’Assise di Catanzaro — confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro e divenuta irrevocabile il 12 luglio 2023 — in ordine al delitto di omicidio preterintenzionale – in concorso morale e materiale con altre persone – per avere, attraverso le lesioni provocate a Rocco Sainato, cagionato il decesso di quest'ultimo, intervenuto dopo circa sedici mesi di coma vegetativo.
L’istanza di revisione, presentata alla Corte d’Appello di Salerno, ha prospettato due elementi di novità rispetto all’apparato probatorio valutato dai giudici della cognizione: il contributo tecnico reso dal professore Andrea Piccinini; le dichiarazioni confessorie dell’originario coimputato Mihalache Nicolae George. L’esperto ha svolto l’analisi delle macchie di sangue rinvenute sulla maglietta indossata da De Salvo il 17 ottobre 2011. Il cittadino rumeno, escusso in sede di indagini difensive, si è invece assunto la responsabilità del colpo mortale sferrato alla vittima. Con ordinanza dell’11 dicembre 2024 la Corte d’Appello di Salerno ha dichiarato inammissibile l'istanza di revisione, per manifesta infondatezza. Una decisione annullata dalla Cassazione nel marzo dello scorso anno con atti trasmessi alla Corte d’Appello di Napoli che però è pervenuta a una nuova declaratoria di inammissibilità per manifesta infondatezza.
La nuova decisione della Cassazione
Tale ultima decisione della Corte d’Appello di Napoli è stata nuovamente annullata dalla Cassazione in accoglimento di un ricorso dei difensori di Giacomo De Salvo (avvocati Salvatore Staiano e Valerio Vianello Accorretti). La Corte d’Appello di Napoli – spiega la Suprema Corte – invece di “procedere al giudizio di revisione, imposto dall'annullamento della prima ordinanza di inammissibilità, si è nuovamente pronunciata de plano, emettendo un provvedimento di inammissibilità viziato da nullità assoluta”. La Cassazione ricorda infatti che la decisione della Corte d’Appello di Napoli “non è consentita, poiché la Corte si è determinata come se potesse nuovamente procedere al preliminare vaglio delibativo di ammissibilità, mentre quella fase era ormai superata dall'annullamento della Cassazione e la Corte d’Appello di Napoli era tenuta ad instaurare il giudizio di revisione, emettendo decreto di citazione a giudizio”. In pratica dopo l'annullamento dell’ordinanza di inammissibilità della Corte d’Appello di Salerno, la Corte d’Appello di Napoli non avrebbe potuto emettere de plano un nuovo provvedimento di inammissibilità (come invece ha fatto), ma avrebbe dovuto procedere al giudizio di revisione. L'ordinanza impugnata, deliberata senza previa instaurazione del contraddittorio delle parti, risulta quindi “viziata da nullità assoluta derivante dall’omessa citazione dell'imputato e dall'assenza del suo difensore”.
L’istanza di revisione
L'ipotesi alternativa posta alla base dell’istanza di revisione (l'essere stato Nicolae George Mihalache e non Giacomo De Salvo a sferrare il colpo mortale a Rocco Sainato) dovrà quindi essere esaminata nel merito dai giudici della Corte d’Appello di Napoli. I giudici di Salerno avevano ritenuto le dichiarazioni confessorie di Mihalache del tutto inaffidabili, mentre la consulenza del professore Piccinini era stata giudicata “priva dei caratteri di novità, affidabilità scientifica e decisività”. Tesi che andrano ridiscusse dinanzi alla Corte d’Appello di Napoli.