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13/06/2026 ore 18.08
Cronaca

Occhio alla corruzione: a Vibo visita “oculistica” di Libera per far aprire gli occhi davanti al malaffare

Su Corso Vittorio Emanuele III, una raccolta di firme, testimonianze e proposte per chiedere che le risorse recuperate dal contrasto alla corruzione vengano reinvestite nella sanità pubblica

di Redazione

«Occhio alla corruzione, la corruzione ti toglie la salute». È questo lo slogan che ha fatto da filo conduttore all’iniziativa promossa da Libera sul centralissimo Corso Vittorio Emanuele III, a Vibo Valentia.

Sotto un gazebo presidiato dai volontari, l’associazione ha promosso una raccolta di firme, testimonianze e proposte concrete per chiedere che le risorse finanziarie recuperate grazie al contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione vengano immediatamente reinvestite nel sistema sanitario.

All’evento hanno preso parte i vertici dell’associazione, tra cui il referente regionale di Libera, Giuseppe Borrello, e la referente territoriale Maria Joel Conocchiella, insieme ai componenti del Coordinamento dell’Osservatorio sulla cittadinanza attiva, a numerosi attivisti e a rappresentanti del mondo politico e sindacale.

Particolarmente atteso è stato l’intervento di Santo Gioffrè, intellettuale, scrittore e medico calabrese. Gioffrè rappresenta una figura chiave nella storia recente della sanità regionale: nelle vesti di commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria, fu proprio lui a portare alla luce il colossale scandalo delle doppie, triple e persino quadruple fatturazioni.

Un meccanismo illecito che gonfiò a dismisura il debito della sanità reggina, contribuendo in modo decisivo al dissesto finanziario della Calabria e al conseguente, lunghissimo regime di commissariamento.

Nel suo intervento, Gioffrè ha analizzato l’attuale stato della sanità calabrese, affermando che «la crisi strutturale del sistema continua ad alimentare una massiccia mobilità passiva verso le regioni del Nord».

Secondo il medico e scrittore, «la sanità calabrese è ormai priva di molti servizi essenziali e costringe i cittadini a una vera e propria emigrazione sanitaria a causa dell’inadeguatezza dell’assistenza di base».

Una condizione che, ha sottolineato, «limita di fatto il pieno godimento del diritto alla salute da parte dei calabresi, un principio fondamentale sancito dalla Costituzione italiana».