Sezioni
29/07/2026 ore 09.02
Cronaca

Nuovi sviluppi nell'inchiesta sull’imprenditore Fraone: misura interdittiva per una società dopo il sequestro milionario

Dopo il congelamento da 8,5 milioni disposto il 2 luglio, il gip interviene con un nuovo provvedimento cautelare. L'obiettivo è impedire la possibile reiterazione delle condotte contestate

di Redazione

Nuovo capitolo nell'inchiesta della Guardia di finanza che all'inizio di luglio aveva portato al maxi sequestro preventivo da 8,5 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore vibonese Domenico Fraone, attivo nel settore turistico-ricettivo e nella professione di commercialista.

Maxi sequestro da 8,5 milioni di euro nel Vibonese: ecco società, fabbricati e beni sequestrati all’imprenditore Fraone

Dopo il provvedimento patrimoniale disposto il 2 luglio scorso, nella giornata odierna i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Vibo Valentia hanno eseguito un'ordinanza applicativa di misura cautelare interdittiva, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una delle società amministrate dall'indagato.

Il nuovo provvedimento rappresenta uno sviluppo della stessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ipotizza, tra gli altri reati, l'indebita percezione di erogazioni pubbliche sotto forma di crediti d'imposta inesistenti.

Secondo la ricostruzione investigativa già illustrata in occasione del sequestro, l'imprenditore avrebbe operato attraverso una ditta individuale e due società del comparto turistico, attestando falsamente l'esecuzione di ingenti investimenti per ottenere i benefici previsti dal credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato investimenti ritenuti, in larga parte, inesistenti oppure non ammissibili, perché riferiti a strutture in stato di abbandono o prive dei requisiti richiesti dalla normativa. Tali contestazioni costituiscono, allo stato, l'ipotesi accusatoria.

La misura eseguita oggi, spiegano le Fiamme gialle, «assume particolare rilievo sotto il profilo cautelare, in quanto è volta a prevenire il rischio di reiterazione della condotta contestata attraverso le limitazioni specificamente previste dal provvedimento del giudice». L'obiettivo è impedire che l'attività societaria possa essere nuovamente utilizzata per la commissione degli illeciti ipotizzati dagli investigatori.