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07/02/2026 ore 10.58
Cronaca

Nuova ondata di truffe ai danni degli anziani nel Vibonese: «Papà ho rotto il telefono, chiamami qui»

Il Comando provinciale dei carabinieri mette in guardia dai messaggi ingannevoli che si stanno diffondendo in questo periodo: «Non richiamate né rispondete ai numeri che non conoscete ma contattate il 112»

di Redazione

Nuovi e più perniciosi tentativi di truffa ai danni degli anziani nel Vibonese. È l’allarme che lancia il Comando provinciale dei carabinieri di Vibo, che segnala l’evoluzione delle modalità con cui i malintenzionati cercano di raggirare le vittime, utilizzando soprattutto l’invio di messaggi telefonici ingannevoli.
Negli ultimi giorni, si legge in una nota dell’Arma, si sta riscontrando come, accanto alle già note telefonate fraudolente, una nuova frontiera del raggiro sia rappresentata proprio dai messaggi di testo, attraverso i quali gli autori cercano di instaurare un primo contatto, comunque facendo leva su presunte situazioni di urgenza o di emergenza riferibili a familiari.
Tra i messaggi segnalati vi sono comunicazioni del tipo: «Papà, ho rotto il telefono e questo è il mio nuovo numero, scrivimi subito» oppure «Papà, ho un problema urgente, non posso parlare, rispondimi qui». Altri messaggi, invece, richiamano presunti addebiti bancari sospetti, pratiche bloccate o comunicazioni urgenti da parte di enti (Cup) o uffici, invitando il destinatario a richiamare ai numeri indicati nel testo.
Si tratta di messaggi artificiosamente costruiti per creare allarme e coinvolgimento emotivo, spiegano i carabinieri, nonché indurre la vittima ad abbassare la soglia di attenzione e infine a fornire informazioni personali o ad aderire a richieste di denaro.
«Proprio in relazione a questa tipologia di tentativi, diverse persone anziane, adeguatamente sensibilizzate, hanno scelto di non interagire con i mittenti e di rivolgersi immediatamente alle Stazioni dei Carabinieri, segno questo della efficacia delle attività di prevenzione e informazione promosse dall’Arma, attraverso incontri e seminari dedicati, che mirano a incrementare il livello di consapevolezza delle fasce più deboli della popolazione sul proprio livelli di esposizione a rischio».
I Carabinieri, dunque, rinnovano l’invito a diffidare da messaggi che facciano leva su urgenze improvvise o situazioni familiari allarmanti; non rispondere e non richiamare i numeri indicati nei messaggi; non fornire dati personali, bancari o codici; rivolgersi a una Stazione dei Carabinieri per ogni segnalazione chiamare il 112.
La prevenzione e l’informazione restano strumenti fondamentali per contrastare un fenomeno che colpisce in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione.