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07/08/2026 ore 11.34
Cronaca

Non solo il grano Rosìa, c’è un altro tesoro minacciato dal mega impianto fotovoltaico: il Casino degli Scrisi “bene d’interesse culturale”

A pubblicare il decreto, che risale al 14 ottobre del 2025, l’Archeoclub di Vibo Valentia: «L’edificio possiede un rilevante interesse storico, architettonico e testimoniale»

di Stefano Mandarano

C’è anche un significativo elemento di natura storico-architettonica da considerare nel quadro del progetto del mega-impianto fotovoltaico “Pizzo Vinci” che interessa la Piana degli Scrisi, nel territorio di Pizzo al confine con quello di Maierato.

A ricordarlo è l’Archeoclub d’Italia sezione Vibo Valentia che ha pubblicato il Decreto dirigenziale del ministero della Cultura che dichiara il Casino degli Scrisi «bene di interesse culturale», sottoponendolo «a tutela monumentale ai sensi degli articoli 10 e 13 del Codice dei beni culturali».

Proprio alle spalle del bene monumentale è prevista l’installazione dei 61mila pannelli solari che costituiranno l’ossatura dell’impianto industriale di produzione di energia solare proposto dalla società Friel-Spa e attualmente al vaglio della Regione Calabria.

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Non solo il grano Rosìa che si produce sul pianoro, dunque, ha già intercettato l’attenzione istituzionale, entrando nel novero delle Varietà italiane da conservazione con decreto del ministero dell’Agricoltura. Ora anche un ulteriore elemento va ad irrobustire le ragioni di quanti in queste settimane di acceso dibattito mettono in evidenza il valore storico-paesaggistico dell’area contrapponendolo alle prospettiva di un suo sfruttamento industriale.   

Il decreto risale al 14 ottobre del 2025 e l’Archeoclub ricorda come lo stesso riconosca che «l'edificio possiede un rilevante interesse storico, architettonico e testimoniale, evidenziando in particolare: la sua origine, collocata presumibilmente nel XVIII secolo; la posizione dominante sul margine meridionale della Piana degli Scrisi, in un'area attraversata in passato dalla Via Popilia; il valore del monumentale portale d'ingresso, caratterizzato da elementi barocchi e rinascimentali, con bugnato, lesene, pinnacoli, stemma nobiliare e le iscrizioni "Marchese" e "Gagliardi"; il legame con la famiglia Gagliardi, antica casata di origine francese stabilitasi a Tropea nel XVI secolo; l'articolazione della struttura, composta da cortile interno, magazzini, doppia scalinata in pietra e ambienti agricoli, quale significativa testimonianza dell'organizzazione delle grandi aziende rurali storiche».

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Il decreto sottolinea inoltre, aggiunge l’Archeoclub vibonese, che «il Casino è inserito in un territorio ancora oggi agricolo e fertile e ricorda il suo recente ruolo quale sede della "Festa della mietitura", manifestazione nata per conservare la memoria delle antiche tecniche agricole e del patrimonio culturale della Piana degli Scrisi. Poiché durante il procedimento non sono state presentate osservazioni contrarie, la Commissione regionale per il Patrimonio culturale ha approvato il vincolo, demandando al Soprintendente l'emissione del decreto definitivo. Con la dichiarazione di interesse culturale del 14 ottobre 2025 il Casino degli Scrisi diventa ufficialmente un bene culturale tutelato dallo Stato».
Per l’Archeoclub, infine: «particolarmente significativo è che il decreto non tutela soltanto l'architettura del Casino, ma ne riconosce anche il valore come testimonianza storica del paesaggio agrario della Piana degli Scrisi e della memoria delle attività agricole che vi si sono svolte per secoli».

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