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25/05/2026 ore 18.34
Cronaca

‘Ndrangheta, telefonate illecite dal carcere: la Dda di Catanzaro chiede 17 condanne nel rito abbreviato

L’inchiesta mira a far luce su migliaia di chiamate dai detenuti verso l’esterno attraverso telefonini recapitati dietro le sbarre

di Giuseppe Baglivo

Requisitoria della pubblica accusa nel troncone in abbreviato dell’operazione antimafia denominata “Call Me” portata a termine nell’aprile dello scorso anno dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dalla Guardia di Finanza. Queste le singole richieste di pena (già scontate di un terzo per via della scelta del rito alternativo): un anno e 2 mesi Cassandra La Rosa, 57 anni, di Tropea; 3 anni Michele Bruzzese, 44 anni, di Tropea (marito di Cassandra La Rosa); 2 anni Natascia Bruzzese, 45 anni, di Rombiolo; 2 anni Pamela Bruzzese, 43 anni, di Briatico; un anno e 2 mesi Robert Fargnoli, 53 anni, di Alife (Ce); un anno e 2 mesi Alessandro Romeo Fargnoli, 26 anni, di Alife (Ce); un anno e 2 mesi Carmine Fargnoli, 36 anni, di Pietravairano (Ce); 10 mesi Maria Noemi Fargnoli, 24 anni, di Alife (Ce); 10 mesi Loredana Lombardi, 37 anni, di Alife (Ce); 3 anni Armando Galati, 72 anni, di Comparni di Mileto; 10 mesi Francesca Galati, 28 anni, di Guardavalle; 10 mesi Gabriele Galati, 30 anni, di Comparni di Mileto; 10 mesi Rosa Galati, 58 anni, di Comparni di Mileto; 10 mesi Vanessa Galati, 33 anni, di Mileto; un anno e 2 mesi Giuseppe Maiuri, 42 anni, di Vibo Valentia; un anno e 4 mesi Angelo Gagliardi, 31 anni, di Guardavalle; 10 mesi Ilenia Vetromilo, 39 anni, di Lamezia Terme.
Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti (con l’aggravante mafiosa), il reato contestato. Migliaia le telefonate dal carcere contestate a Michele Bruzzese che avrebbe utilizzato i telefoni cellulari, pervenutigli illegalmente all’interno dell’istituto penitenziario, per contattare Giuseppina Costa (che ha scelto il rito ordinario) e farsi così portavoce di messaggi dalla stessa inviati al fidanzato Francesco La Rosa (sotto processo con il rito ordinario), detenuto nella medesima Casa circondariale, così come altri familiari come la moglie Cassandra La Rosa (1.953 le chiamate), il suocero Domenico La Rosa (cl ’38, processato con rito ordinario), la suocera Carmela Addolorato (sotto processo con rito ordinario) e la sorella Natascia Bruzzese.
La posizione del principale indagato, il boss di Tropea Antonio La Rosa, 64 anni, detto “Ciondolino”, si trova attualmente stralciata in attesa che lo stesso possa valutare un eventuale patteggiamento in “continuazione” con la condanna a 16 anni di reclusione rimediata in via definitiva nel maxiprocesso Rinascita Scott. Antonio La Rosa (difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio) è stato detenuto dal 22 ottobre 2020 al 21 maggio 2021 nel carcere di Avellino dopo l’arresto avvenuto il 19 dicembre 2019 proprio nell’ambito della maxioperazione Rinascita Scott.

I difensori

Nel collegio di difesa figurano gli avvocati: Giuseppe Bagnato, Diego Brancia, Francesco Calabrese, Francesco Manti, Anselmo Torchia, Fabio Tino, Giuseppe De Lucia, Mauro Ruga, Michele Gambardella, Michele Cerminara, Agostino Mazzeo.