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31/10/2026 ore 19.29
Cronaca

‘Ndrangheta, nuovo esame per la confisca dei beni della madre del boss di San Gregorio

La Cassazione ha annullato con rinvio il rigetto alla restituzione dei beni di Maria Razionale ma ritenuti riconducibili a Gregorio Gasparro

di G. B.
Jorge Franganillo

La prima sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio il rigetto alla restituzione dei beni (suscettibili di confisca) di proprietà di Maria Razionale, madre di Gregorio Gasparro, 55 anni, di San Gregorio d’Ippona, quest’ultimo tra i principali imputati del maxiprocesso Rinascita Scott. La Razionale, proprietaria dei cespiti sottoposti a sequestro (appartamenti a Vibo Valentia e San Gregorio d’Ippona) non risulta imputata nel processo Rinascita Scott, ma assume la qualità di terza intestataria, essendo tali beni ritenuti riconducibili al figlio Gregorio Gasparro, imputato di associazione mafioso con l’aggravante di essere un capo promotore dell’omonimo clan e, quindi, accusato anche dei reati di estorsione e sottrazione fraudolenta di valori. Nei suoi confronti la pubblica accusa il 13 ottobre scorso ha chiesto in appello 16 anni di reclusione nel troncone del maxiprocesso che si sta celebrando con rito abbreviato. Il difensore di Maria Razionale – l’avvocato Diego Brancia – nel produrre diverse relazioni reddituali ed urbanistiche, unitamente ad altri nuovi atti investigativi, aveva chiesto alla Corte d’Appello di Catanzaro (dove è in corso il giudizio di rinvio) la revoca della confisca dei beni, per poi impugnare il provvedimento di rigetto dinanzi al Tribunale del Riesame che, nel respingere l'appello, aveva sostenuto che le doglianze difensive fossero inammissibili poichè coperte dal giudicato essendo intervenute sulla medesima materia oggetto di pregresse decisioni di analogo tenore (due provvedimenti del 2020 e del 2021). La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso difensivo disponendo un nuovo esame dinanzi al Tribunale di Catanzaro in veste di giudice della cautela reale.