‘Ndrangheta, confisca da 10 milioni nel Vibonese: nel mirino un villaggio turistico, compagnie di navigazione e un chiosco-bar di Briatico
Il provvedimento riguarda il patrimonio di un presunto referente della cosca Accorinti, deceduto, ritenuto coinvolto anche nel controllo del business delle mini-crociere alle Isole Eolie grazie all'appoggio del clan Mancuso
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro ha dato esecuzione al decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro, che ha reso definitiva la confisca delle quote di partecipazione ad una società proprietaria di un noto villaggio turistico del litorale vibonese, a due compagnie di navigazione e ad una società avente ad oggetto la gestione di un chiosco-bar di Briatico (Vibo), per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, riconducibili a Giuseppe Francesco Bonavita di Briatico cl'46 (ora deceduto) di Briatico, coinvolto nell’anno 2016 nell’operazione “Costa Pulita”.
In quel procedimento, era emerso il suo ruolo di esponente di spicco della cosca “Accorinti” di Briatico, in qualità di co-reggente della cosca e referente per i rapporti con la famiglia “Mancuso”, dalla quale avrebbe ricevuto autorizzazioni e indicazioni sulle azioni delittuose da compiere, in particolare in materia di sostanze stupefacenti e gestendo attraverso dei prestanome società e beni.
La confisca
I dieci milioni confiscati, in particolare, si riferiscono alle quote della San Giorgio Snc, società che detiene anche un terzo delle quote del villaggio turistico Green Garden di Briatico.
Sigilli anche alle quote di Briatico Eoliee e alla Horacle, società di escursioni sul litorale. Tutte le società con sede a Briatico secondo la Finanza sarebbero state riconducibili riconducibili a Francesco Giuseppe Bonavita.
L’appoggio dei Mancuso
Le investigazioni di polizia giudiziaria, coordinate da questa Procura Distrettuale, avevano consentito di accertare, tra l’altro, come la consorteria mafiosa, appoggiata dalla potente cosca “Mancuso” di Limbadi/Nicotera, attraverso una delle compagnie di navigazione riferibili anche al soggetto già citato, si fosse ingerita nel business delle mini-crociere alle isole Eolie.
Le indagini, costituite soprattutto da intercettazioni, avevano anche documentato la riconducibilità in capo all’uomo e ai soci di un noto villaggio turistico di Briatico, oggetto del provvedimento, malgrado questi ultimi si avvalessero di “teste di legno” per non apparire direttamente coinvolti nella proprietà e nella gestione della struttura ricettiva.
Il provvedimento scaturisce da complessi accertamenti economico-patrimoniali condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – Gico – Catanzaro, che hanno documentato una significativa sproporzione tra il valore dei beni ed i redditi dichiarati dall’interessato.