Narcotraffico sull’asse Stefanaconi-Firenze: condannati due imputati vibonesi
L’inseguimento in autostrada a Vibo per il ritrovamento di una pistola, l’attentato sventato e la cocaina già sequestrata nel corso delle prime indagini
Ci sono anche due vibonesi tra i condannati dal Tribunale collegiale di Firenze coinvolti in un’inchiesta della Dda del capoluogo toscano. Otto anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici è la condanna nei confronti di Pasquale Conidi, 71 anni, di Stefanaconi, indicato come il fulcro di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti sgominata dai carabinieri nel 2024. Pasquale Conidi, da diversi anni trapiantato sulle colline di Impruneta (comune alle porte di Firenze), avrebbe piazzato la cocaina sulle principali “piazze” italiane. Quattro anni e ventimila euro di multa è invece la condanna nei confronti di Giuseppe Foti, 49 anni, anche lui di Stefanaconi. L’indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo fiorentino, coordinata dal pm Leopoldo De Gregorio (in forza alla Direzione distrettuale antimafia di Firenze), si è sviluppata tra gennaio 2021 e la fine del 2022 permettendo di fare luce sui rapporti criminali che sarebbero stati intessuti da Pasquale Conidi con il Vibonese ed il Reggino per piazzare la cocaina in mezza Italia. Nello specifico, la sostanza stupefacente sarebbe stata presa in provincia di Reggio Calabria e caricata a bordo di auto opportunamente modificate con doppifondi che raggiungevano poi città come Torino, Roma e Firenze.
Nel corso delle indagini, Pasquale Conidi era stato già fermato dai carabinieri per la detenzione ai fini di spaccio di un chilo e 300 grammi di cocaina, vicenda per la quale nel gennaio 2024 è stato condannato a 4 anni di reclusione ottenendo però dal giudice l’applicazione di una pena sostitutiva rispetto ai domiciliari che ha previsto la possibilità per Conidi (con recidiva specifica e reiterata) di stare fuori casa dalle 4 alle 12 ore (uno dei primi casi in Italia di applicazione del nuovo istituto previsto dalla riforma Cartabia). Lo stesso Conidi era stato arrestato alla vigilia di ferragosto del 2021 per la detenzione illegale di una pistola calibro 7,65 e di venti munizioni. Nel corso di un controllo alla circolazione stradale nei pressi dello svincolo autostradale di Sant’Onofrio, i carabinieri della Radiomobile avevano in particolare notato l’andatura insolita di un veicolo. Alla vista dei carabinieri, Pasquale Conidi aveva effettuato una manovra finalizzata a sviare i militari dell’Arma. Ne era iniziato un inseguimento lungo l’A2 in direzione Salerno e dopo pochi chilometri il conducente era stato fermato sulla corsia di emergenza. L’immediata perquisizione del veicolo aveva dato esito positivo: occultata ed avvolta in un panno, i militari dell’Arma avevano trovato la pistola e le munizioni incastonate in un’insenatura ricavata dietro il vano porta-oggetti. Dall’inchiesta della Dda di Firenze è emerso che l’arma doveva essere utilizzata per un attentato contro Giuseppe Foti (ma a Conidi non è stato mosso lo specifico reato di tentato omicidio) per via di contrasti interni legati al traffico di droga. Anche Giuseppe Foti è un volto noto alle cronache. Nel 2015 era rimasto coinvolto nell’operazione “Overing” della Dda di Catanzaro contro il narcotraffico internazionale di cocaina, ma era stato poi assolto al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.