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02/04/2026 ore 20.50
Cronaca

Modifiche territoriali a Polia e Francavilla, il Consiglio di Stato dà torto al Comune di Filadelfia e alla Regione

Ribaltata la sentenza del Tar di Catanzaro del giugno scorso. In un eventuale referendum consultivo devono partecipare tutti gli abitanti dei tre paesi e non solo i residenti nelle contrade interessate ai cambiamenti dei confini

di Giuseppe Baglivo

Il Consiglio di Stato ha riformato le sentenze con le quali il Tar di Catanzaro nel giugno dello scorso anno aveva ritenuto valida la delibera del Consiglio comunale di Filadelfia numero 10 del 22 maggio 2023 avente ad oggetto l’avvio della procedura di modifica dei confini territoriali Comuni di Filadelfia – Polia – Francavilla Angitola e di tutti gli elaborati ad essa allegati. Accolti così i ricorsi dei Comuni di Polia e Francavilla Angitola contro il Comune di Filadelfia e nei confronti del Comitato “Io Abito A Filadeflia” e della Regione Calabria. Per il Consiglio di Stato, in violazione di legge, la Regione Calabria ha “identificato esclusivamente la popolazione ammessa al referendum (quella residente nelle contrade di Fria del comune di Francavilla e di Piano Bosco, Fellà e Pantani del comune di Polia), senza valutare l’esistenza o meno - in capo alla restante parte della popolazione di Francavilla Angitola e Polia - della titolarità di un interesse ad essere consultata, in tal modo invertendo la ratio della disposizione mediante la valorizzazione degli asseriti tratti distintivi dei gruppi residenti a Fria, Piano Bosco, Fellà e Pantani - per riservare ad essi e solo ad essi il diritto a partecipare alla consultazione, invece di applicare i criteri guida individuati dal legislatore regionale per indagare, ed eventualmente escludere, l’esistenza di un interesse qualificato della restante parte della popolazione di Francavilla e di Polia”.
In sostanza, per il Consiglio di Stato in un eventuale referendum consultivo sulle modifiche dei confini non devono partecipare solo gli abitanti delle contrade interessate ai cambiamenti, ma tutti i cittadini residenti nei territori comunali di Polia, Francavilla e Filadelfia. La Regione Calabria avrebbe quindi dovuto “valutare e motivare sulla sussistenza o meno dell’interesse dell'intera popolazione "cedente" - come di quella in ipotesi "ricevente" - a pronunciarsi su una proposta di modifica territoriale che incide sulla dimensione e sulla conformazione dei Comuni”. La regola è, infatti, che “tutta la popolazione dei Comuni implicati nella consultazione referendaria sia coinvolta, mentre l’eccezione è che una parte di tale popolazione possa non esserlo solo nel caso in cui si accerti la mancanza del suo interesse con decisione motivata”. Dalla delibera impugnata, ad avviso del Consiglio di Stato “non si evince alcuna motivazione sulla mancata sussistenza dell’interesse alla consultazione referendaria della parte della popolazione di Francavilla e di Polia non coinvolta dalla modifica territoriale, in manifesta violazione di legge ed eccesso di potere”.
Da ricordare che la vicenda nasceva da una richiesta del Comitato denominato “Io abito a Filadefia” in merito alla rideterminazione dei termini di confine dei territori ricadenti nei Comuni di Filadelfia, Francavilla Angitola e Polia. Il sindaco del Comune di Filadelfia aveva invitato gli altri sindaci a partecipare ad un incontro per confrontarsi sul tema da tenersi nel periodo compreso tra il 13 e il 22 marzo dell’anno 2023. In assenza di tale incontro, il Consiglio comunale di Filadelfia, senza dar corso ad un confronto con i Comuni limitrofi, aveva adottato la deliberazione impugnata dai Comuni di Polia e Francavilla Angitola relativa all’avvio del procedimento, ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione e della Legge Regionale numero 13 del 1983, recante le “Norme di attuazione dello Statuto per l’iniziativa legislativa popolare e per i referendum”. Per quanto riguarda il Comune di Polia, l’area oggetto di trasferimento era ricompresa nelle località di Piano del Bosco, Fellà e Pantani. Per Francavilla Angitola, invece, l’area interessata dal trasferimento ricadeva nella località Fria con una porzione di territorio ricompresa in numerose particelle.