Mileto, detenzione domiciliare per un 44enne: deve scontare oltre un anno per maltrattamenti, lesioni e altri reati
I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino. Respinta la richiesta di affidamento ai servizi sociali: sconterà un anno, due mesi e venti giorni nella propria abitazione con braccialetto elettronico
I carabinieri della Stazione di Mileto hanno dato esecuzione a un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Torino nei confronti di R.N., 44 anni, originario di Taurianova e domiciliato nel centro del Vibonese. L’uomo dovrà espiare in regime di detenzione domiciliare una pena definitiva di un anno, due mesi e venti giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 400 euro.
Il provvedimento riguarda una serie di reati commessi tra Torino e Susa in un arco temporale compreso tra il 2009 e il 2021. In particolare, è stato condannato per maltrattamenti in famiglia continuati, lesioni personali aggravate, violenza privata aggravata e furto aggravato
La pena deriva da una sentenza emessa dal Tribunale di Torino il 16 settembre 2020, successivamente confermata dalla Corte d’Appello il 16 luglio 2021 e divenuta definitiva l’11 febbraio 2022.
Respinta la richiesta di affidamento ai servizi sociali
Nel febbraio 2023 il condannato, attraverso il proprio difensore, aveva chiesto di poter beneficiare dell’affidamento in prova al servizio sociale o, in subordine, della detenzione domiciliare, indicando come luogo di esecuzione della pena la propria abitazione di Mileto. L’idoneità del domicilio era stata verificata positivamente dai Carabinieri territorialmente competenti.
La richiesta di affidamento in prova, tuttavia, è stata respinta. Secondo quanto riportato nel provvedimento, l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna aveva evidenziato che, durante i colloqui, l’uomo avrebbe mantenuto un «atteggiamento di chiusura», continuando ad affermare la propria innocenza rispetto ai fatti contestati. Il Tribunale ha inoltre preso in considerazione la mancanza di un’attività lavorativa e l’assenza di un concreto percorso di volontariato.
Questi elementi sono stati ritenuti incompatibili con la concessione della più ampia misura dell’affidamento ai servizi sociali. Il Tribunale ha invece giudicato possibile l’espiazione della pena attraverso la detenzione domiciliare, considerata adeguata, tenuto conto dell’entità della condanna e della natura dei reati, a contenere la pericolosità sociale dell’interessato.
Le prescrizioni e il braccialetto elettronico
L’uomo dovrà rispettare le prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria. Potrà lasciare l’abitazione esclusivamente nei casi e nelle fasce orarie autorizzate per provvedere alle necessità quotidiane, senza allontanarsi dalla provincia di Vibo Valentia. Potrà inoltre recarsi presso strutture sanitarie per le cure necessarie, dopo aver preventivamente avvisato le forze dell’ordine.
Il provvedimento dispone anche l’applicazione del braccialetto elettronico, l’obbligo di mantenere sempre attiva la propria utenza telefonica e il divieto di ricevere in casa persone con precedenti penali, fatta eccezione per eventuali familiari conviventi.