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21/01/2026 ore 16.28
Cronaca

Maxiprocesso Rinascita Scott e false testimonianze in aula, chiusa l’inchiesta per 16 indagati: tutti gli episodi contestati

Avviso di conclusioni indagini della Procura di Lamezia dopo l’invio degli atti da parte del Tribunale di Vibo. Accuse anche per l’ex giudice Marco Petrini, per il titolare del ristorante dove si è tenuto il ricevimento degli “sposi in elicottero” di Nicotera, per imprenditori e un ex collaboratore di giustizia

di Giuseppe Baglivo

La Procura di Lamezia Terme, con il pm Gualberto Buccarelli, ha chiuso le indagini preliminari per 16 indagati nei confronti dei quali viene ipotizzata la falsa testimonianza relativamente all’esame reso in aula in pubblica udienza durante il maxiprocesso Rinascita Scott contro i clan vibonesi. Era stato il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presieduto dal giudice Brigida Cavasino) a disporre nel novembre del 2023, all’atto della lettura del dispositivo di sentenza nei confronti degli imputati del maxiprocesso, la trasmissione degli atti alla Procura per procedere nei confronti di alcuni testimoni per il reato di falsa testimonianza, per come chiesto nelle conclusioni dalla stessa Dda di Catanzaro. Il Tribunale all’elenco della pubblica accusa aveva poi aggiunto anche la trasmissione per le deposizioni dei testi Benito Tavella e Ottavio Geranio. La competenza funzionale e territoriale da parte della Procura di Lamezia Terme deriva dal fatto che il reato di falsa testimonianza non è in questo caso aggravato dalle finalità mafiose e le deposizioni dei testi sono avvenute nell’aula bunker dell’area industriale del territorio di Lamezia Terme dove si è tenuto il maxiprocesso.

Gli indagati e le accuse

In totale gli indagati raggiunti da avviso di conclusione delle indagini preliminari sono 16 e più in particolare: Rocco Caniglia, nato a Palagonia (Ct), il 01-05-1972, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 28-11-2022 ed alla sua detenzione per un dato lasso temporale, nel carcere di Vibo; Fortunato La Gamba, di Vibo Marina, classe 1985, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 26-01-2023 in ordine al ritrovamento di una pistola da parte del suocero; Antonietta Staglianò, nata in Australia classe 1963, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 28-11-2022 e ad alcune dichiarazioni rilasciate in precedenza alla Questura di Catanzaro; Concetto Porcelli, di Spilinga, classe 1965, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 01-12-2022 in ordine ad un episodio accaduto a Rombiolo quando due soggetti avevano tentato di introdursi nella sua proprietà con un’auto sparando dei colpi di pistola; Tommasina Porcelli, nata a Tropea, classe 1993, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 17-1-2022 ed al medesimo episodio contestato a Concetto Porcelli; Umberto Porcelli, di Spilinga, classe 1996, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 01-12-2022 ed a quanto accaduto il 13 e il 14 aprile 2017 presso la propria residenza di famiglia a Rombiolo, alla presenza di un’auto e all’intervento dei carabinieri; Maria Rosa Crudo, di Rombiolo, classe 1966, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 01-12-2022 relativamente al medesimo episodio contestato al marito Concetto Porcelli ed al fatto di non sapere che il boss di Zungri, Giuseppe Accorinti, fosse un parente della stessa donna; Antonino Miceli, nato a Palermo, classe 1942, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 6-3-2023 e ai contrasti con la famiglia Artusa per la locazione di un immobile di sua proprietà sito a Lamezia; Ottavio Geranio, di Tropea, classe 1963, per aver negato in aula di aver mai ricevuto richieste illecite ed estorsive relative alla struttura “Hotel Terrazza sul mare” da lui gestita; Gaetano Albanese, ex collaboratore di giustizia di Candidoni, classe 1970, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 22-02-2021 “tacendo quanto da lui riferito alla Guardia di finanza”; Antonio Iellamo, di Monterosso Calabro, classe 1981, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 13-02-2023 quando “in parte taceva quanto a sua conoscenza in ordine al matrimonio tenutosi il 14 settembre 2016 presso il proprio locale denominato Tenute Klopè”, in occasione delle nozze di Antonio Gallone (divenuto famoso per l’atterraggio di un elicottero con gli sposi in largo Castello a Nicotera), nipote di Pasquale Gallone (ritenuto il braccio-destro del boss Luigi Mancuso), sia in ordine al numero di invitati che al prezzo inferiore (40 euro a invitato anziché i consueti 115 euro a persona) praticato in quel periodo nel suo locale; Domenico Paglianiti, nato a Vibo, classe 1982 in relazione a dichiarazioni rilasciate ai carabinieri in ordine ad un debito contratto con l’imputato Sergio Gentile, alias “Toba”; Benito Tavella, di San Giovanni di Mileto, classe 1988, in relazioni al contenuto delle conversazioni da lui intrattenute con Giuseppe Mancuso; Debora Giurgola, di Jonadi, classe 1979, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 09-02-2023 riferendo di non aver mai ricevuto richieste di assunzioni per la profumeria Squillace, presso cui lavorava, da parte del boss di Vibo Paolino Lo Bianco; Antonio Del Prete, nato a Isernia, 17-06-1948, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 04-02-2023 in ordine alla raccolta del denaro e dei biglietti da parte di tutti i giostrai stabilitisi a Vibo per consegnarli a Paolino Lo Bianco; Marco Petrini, nato a Foligno, in data 17-02-1964, relativamente alla testimonianza tenuta nell’udienza del 08-11-2022. Ex magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini è accusato di falsa testimonianza “in quanto riferiva di non aver mai partecipato a logge massoniche coperte, di non conoscerne gli obblighi derivanti dall’adesione, difformemente a quanto dichiarato il 25 febbraio 2020 e il 29 febbraio 2020 alla Procura di Salerno” laddove aveva invece fatto i nomi di alcuni magistrati e avvocati di Catanzaro che, a suo dire, avrebbero fatto parte della loggia coperta.
Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive attraverso i rispettivi legali. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Giacomo Iaria, Vincenzo Ruberto, Tommaso Zavaglia, Antonio Porcelli, Giuseppe Orecchio, Diego Brancia, Carmine Pandullo, Michele Cerminara, Filippo Barbagiovanni Gasparo, Massimiliano Carnovale, Valdimir Solano.