Sezioni
02/07/2026 ore 11.33
Cronaca

Maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium a Vibo, assolto l’avvocato Stilo: la Dda aveva chiesto 8 anni e 6

Il professionista era imputato per concorso in estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. Il Tribunale ha accolto la tesi difensiva: «Il fatto non sussiste»

di Redazione

Assoluzione con formula piena per l’avvocato Francesco Stilo nel maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium, il procedimento celebrato davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia e nato dalla riunione di tre diverse inchieste antimafia coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Per il professionista, difeso dall’avvocato Valerio Mercuri, la Procura aveva chiesto una condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione.

Il Collegio, con la sentenza pronunciata nel giudizio di primo grado, ha assolto Stilo con la formula «perché il fatto non sussiste», accogliendo le tesi sostenute dalla difesa e disponendo così il pieno proscioglimento dell’imputato.

Maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium a Vibo: quasi 100 assolti tra cui Cesare Pasqua, condanne per “Peppone” Accorinti, Bonavita (Briatico) e Galati (Mileto)

Le accuse contestate

Francesco Stilo era imputato in relazione ai capi 35 e 36 dell’imputazione. Le contestazioni riguardavano le ipotesi di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso e di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Secondo l’impostazione accusatoria, il professionista avrebbe tentato di ottenere il pagamento di un credito professionale avvalendosi dell’intervento di soggetti ritenuti appartenenti alla cosca Accorinti della locale di Zungri.

Una ricostruzione che, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, non ha trovato accoglimento nella decisione del Tribunale. Il Collegio ha infatti ritenuto insussistenti i fatti contestati, pronunciando nei confronti di Stilo la formula assolutoria più ampia prevista dall’ordinamento.

Il contesto del maxiprocesso

La decisione si inserisce nel quadro del maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium, giunto al verdetto di primo grado davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Il procedimento ha riunito tre distinte inchieste della Dda: Olimpo, Maestrale-Carthago e Imperium.

Alla sbarra c’erano 183 imputati. La Direzione distrettuale antimafia, rappresentata dai pubblici ministeri Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea, aveva chiesto complessivamente 168 condanne. Il dispositivo letto in aula ha fatto registrare, accanto a diverse condanne, anche quasi cento assoluzioni totali o parziali.

Le indagini hanno riguardato presunte infiltrazioni della criminalità organizzata in diversi centri della provincia di Vibo Valentia, tra cui Vibo Valentia, Limbadi, Nicotera, Briatico, Filadelfia, Mileto, Tropea e Zungri.

Le tre inchieste riunite

L’inchiesta Olimpo, avviata nel gennaio 2023, è stata condotta dalla Squadra mobile di Vibo Valentia. Maestrale-Carthago è stata sviluppata dall’Arma dei carabinieri con due diverse operazioni eseguite nei mesi di maggio e settembre 2023. Imperium, invece, è stata condotta dalla Guardia di finanza e si è conclusa con gli arresti eseguiti nell’agosto dello stesso anno.

In questo contesto processuale si colloca la posizione dell’avvocato Francesco Stilo, per il quale la Dda aveva invocato una condanna a 8 anni e 6 mesi. Il Tribunale ha invece escluso la sussistenza dei fatti contestati, disponendo l’assoluzione con formula piena.

Ecco la sentenza del maxiprocesso Maestrale-Olimpo-Imperium: Luigi Mancuso condannato a 13 anni e 4 mesi, assolti i fratelli Stillitani