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31/03/2026 ore 19.40
Cronaca

Lo scioglimento del Comune di Stefanaconi all’esame del Consiglio di Stato: la decisione attesa nei prossimi giorni

Stamane l’udienza relativa al ricorso presentato dagli ex amministratori contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva confermato la decisione del Consiglio dei ministri. Evidenziata dalla difesa l’assoluzione dell’ex sindaco Salvatore Solano nel processo Petrolmafie

di Redazione

Si è tenuta questa mattina, dinanzi al Consiglio di Stato, l’udienza pubblica relativa al ricorso presentato contro la sentenza del Tar Lazio che aveva confermato lo scioglimento del Consiglio comunale di Stefanaconi. L’appello, promosso dagli ex amministratori comunali e sostenuto dalla difesa dell’avvocato Oreste Morcavallo, ha portato all’attenzione del Collegio di Palazzo Spada numerose questioni di fatto e di diritto, con contestazioni rivolte integralmente alla pronuncia di primo grado.

Tra gli aspetti evidenziati dalla difesa figura, in particolare, l’assoluzione con formula piena dell’ex sindaco ed ex presidente della Provincia, Salvatore Solano, ritenuta elemento di rilievo nella complessiva valutazione della vicenda. Nelle scorse settimane, la Corte d’Appello di Catanzaro ha infatti assolto Solano “perché il fatto non sussiste” nel procedimento d’appello legato all’inchiesta Petrolmafie.

Assolto “perché il fatto non sussiste”, l’ex presidente della Provincia Solano: «Contro di me falsità e pregiudizi. La sentenza certifica l’ingiustizia subita»

Secondo quanto ricostruito in udienza, proprio dalle contestazioni mosse nei confronti dell’ex amministratore - riferite al suo ruolo di presidente della Provincia di Vibo Valentia - prese avvio la decisione dell’allora prefetto Giovanni Paolo Grieco di disporre l’accesso ispettivo presso il Comune di Stefanaconi. Il provvedimento di scioglimento fu poi deliberato dal Consiglio dei ministri nel luglio 2024 per presunti condizionamenti della criminalità organizzata.

Nel corso dell’udienza, la difesa ha affrontato i principali passaggi della sentenza del Tar Lazio, ritenuta fortemente viziata nella ricostruzione fattuale. In particolare, sono stati evidenziati presunti profili di violazione di legge, eccesso di potere, difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, con rilievi che, secondo la tesi difensiva, in alcuni passaggi arriverebbero persino ad alterare gli esiti dell’attività istruttoria. Tra i punti ritenuti maggiormente rilevanti vi è la posizione della coordinatrice prefettizia della commissione d’indagine, che - secondo la prospettazione difensiva - si sarebbe espressa in senso contrario allo scioglimento del Comune. Circostanza che, sempre secondo la difesa, inciderebbe sul requisito di univocità richiesto dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.

Altro profilo posto all’attenzione del Collegio riguarda la proposta ministeriale che ha preceduto il provvedimento dissolutorio, nella quale, secondo quanto sostenuto in udienza, non sarebbe stata riportata la posizione dissenziente emersa in seno alla commissione d’indagine, peraltro riconosciuta dallo stesso Tar nella sentenza di primo grado. Secondo la prospettazione difensiva, il Consiglio dei ministri avrebbe pertanto deliberato senza essere stato posto a conoscenza di tale elemento, ritenuto dalla difesa potenzialmente dirimente ai fini dell’adozione del provvedimento di scioglimento.

Sottolineate, inoltre, diverse contraddizioni interne alla pronuncia di primo grado, nonché richiami giurisprudenziali ritenuti dalla difesa non pertinenti e, in alcuni casi, errati, tali da smentire lo stesso principio di diritto posto a fondamento della decisione di rigetto. Il Consiglio di Stato è ora chiamato a pronunciarsi sul ricorso. La decisione è attesa nei prossimi giorni e potrà risultare determinante per il futuro amministrativo dell’ente. In caso di accoglimento dell’appello, gli ex amministratori potrebbero essere reintegrati fino alla naturale scadenza del mandato, prevista nel 2027. In caso contrario, la gestione commissariale proseguirà fino alla prossima tornata elettorale straordinaria, prevista per il mese di novembre.