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02/07/2026 ore 16.35
Cronaca

Limbadi, sbancamento abusivo su un’area di oltre 70mila metri quadrati: denunciate 5 persone

Il movimento di terra è stato individuato dall’alto durante un sorvolo dell’elicottero dell’Arma: da lì sono partiti i controlli che hanno portato ai provvedimenti

di Redazione Cronaca

Cinque persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia nell'ambito di un'indagine dei Carabinieri Forestali su un presunto sbancamento abusivo realizzato in località Monteporo, nel territorio comunale di Limbadi. Le contestazioni, a vario titolo, riguardano i reati di falsità ideologica e l'esecuzione di lavori di sbancamento in totale difformità e in assenza dei necessari permessi di costruire.

L'attività investigativa è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Spilinga, coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia. Tra i denunciati figurano i comproprietari del terreno interessato, il legale rappresentante della società affittuaria dell'area e il tecnico progettista.

L'indagine ha preso avvio durante un sorvolo operativo effettuato in collaborazione con il Nucleo Elicotteristi Carabinieri di Vibo Valentia. Dall'alto, i militari hanno individuato un esteso movimento di terra ritenuto anomalo, facendo così scattare un controllo sul posto che ha consentito di identificare i presunti responsabili degli interventi.

Dall'esame della documentazione urbanistica è emerso che i lavori autorizzati avrebbero dovuto riguardare un semplice progetto di miglioramento fondiario destinato alla realizzazione di un uliveto. Il progetto prevedeva esclusivamente lievi livellamenti superficiali e interventi di manutenzione dei terrazzamenti già esistenti.

Gli accertamenti tecnici eseguiti dai Carabinieri Forestali avrebbero invece evidenziato una trasformazione radicale dell'area, estesa per oltre 70mila metri quadrati. Secondo quanto ricostruito, sarebbero stati realizzati scavi di ampia sezione che hanno modificato in maniera significativa la morfologia del terreno, alterando le pendenze naturali e creando salti di quota verticali compresi tra i tre e i sette metri.

Interventi che, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati eseguiti senza il necessario permesso di costruire e senza i previsti studi geologici e idraulici, determinando una situazione di concreto ed elevato rischio idrogeologico.

Le verifiche effettuate attraverso i sistemi informatici in dotazione ai Carabinieri Forestali hanno inoltre accertato che il terreno interessato era stato recentemente percorso da un incendio boschivo, circostanza che comporta specifici vincoli di legge e vieta trasformazioni di questo tipo.

Come precisato nel comunicato dell'Arma, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, nei confronti delle persone denunciate vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale definitivo accertamento di responsabilità con sentenza irrevocabile.