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19/03/2026 ore 06.15
Cronaca

L’appello di mamma Chiara per la figlia disabile smuove la Regione: «I fondi per l'assistenza e la casa ci sono, il Comune risponda»

L'assessore alle Politiche sociali Pasqualina Straface attiva il Dipartimento Welfare dopo il grido d'aiuto della 32enne di Ricadi costretta ogni giorno a salire e scendere tre piani di scale con la piccola Giulia in braccio: «Situazione drammatica, c’è l’obbligo della presa in carico globale della famiglia»

di Cristina Iannuzzi

La storia di Chiara Calamita, la giovane madre di 32 anni di Santa Domenica di Ricadi costretta ogni giorno a salire e scendere tre piani di scale con la figlia Giulia in braccio, è arrivata sui tavoli della Cittadella regionale. Dopo l'appello lanciato attraverso le testate LaC News24 e Il Vibonese, l’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, ha preso contatto diretto con la donna per avviare un’istruttoria urgente sul caso.

Tre piani sulle spalle, la battaglia quotidiana di Chiara per sua figlia Giulia: «Non ho più le forze per vivere così»

Chiara vive attualmente nell'abitazione della madre insieme ai suoi due figli. Tra loro c'è la piccola Giulia, 10 anni, affetta da una grave disabilità che le impedisce di camminare e parlare. La quotidianità della donna è segnata da uno sforzo fisico costante: l'appartamento si trova infatti al terzo piano di un edificio senza ascensore, costringendola a salire e scendere le scale portando la figlia in braccio per ogni necessità, dalla scuola alle visite mediche. Per questo la donna aveva chiesto un alloggio popolare, ma l’unico immobile disponibile, stando al suo racconto, si trova in un’altra frazione di Ricadi, al terzo piano e per giunta senza ascensore. «Non ho più le forze per vivere così», dichiarava la madre che nell’intervista rivolgeva un appello al Comune di Ricadi e al Prefetto di Vibo Valentia per l’assegnazione di un’abitazione al piano terra.

«Ho sentito mamma Chiara – ha dichiarato l'assessore Straface – che mi ha spiegato la situazione drammatica che sta vivendo. Mi ha mostrato la richiesta inviata oltre un mese e mezzo fa al Comune di Ricadi. Mi sono attivata immediatamente presso il Dipartimento Welfare per chiedere di contattare il sindaco e l'Ambito territoriale sociale». 

Nel suo intervento l'assessore ribadisce che esistono strumenti finanziari specifici come il Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna), il Fondo per le Politiche sociali (Fnps/Frps) e i fondi per il contrasto alla povertà.

«Di fronte a una disabilità così complessa – ha sottolineato Straface – i servizi sociali hanno l’obbligo di procedere con la presa in carico non solo della piccola, ma dell'intero nucleo familiare. Le risorse ci sono, ora bisogna verificare perché le procedure non siano state ancora portate a compimento».

L'intervento della Regione punta a un cambio di approccio nella gestione della disabilità. «Venerdì mattina – prosegue – alla Cittadella, è previsto un incontro con i vertici regionali dell'Inps, i direttori generali delle Asp e i responsabili degli uffici di piano per dare attuazione alla riforma di settore».

L’obiettivo dichiarato è l’attivazione dei Pua (Punti unici d’accesso) e della valutazione multidimensionale, strumenti necessari per costruire un "progetto di vita" personalizzato. «Non devono essere le persone a cercare i servizi – ha concluso l'assessore – ma i servizi ad andare verso i cittadini. Seguirò questa vicenda fino alla soluzione: non parliamo solo di una casa al piano terra, ma dell'attivazione di tutti i sostegni necessari per Giulia e la sua mamma».