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29/06/2026 ore 22.14
Cronaca

L’ambasciatore Usa a Vibo Marina tra porto e Baker Hughes: «Bellissimo, qui grandi opportunità». E poi: «Quasi quasi apro un hotel»

Tilman Fertitta ha fatto tappa nel Vibonese durante il tour per celebrare i 250 anni dell’indipendenza americana: «Sono rimasto colpito dalla città e dalla qualità dei lavoratori. Questo è un territorio su cui puntare»

di Redazione

Il porto di Vibo Marina come porta d’ingresso della diplomazia americana in Calabria, ma anche come vetrina per raccontare le potenzialità industriali e turistiche del territorio. L’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, ha fatto tappa nel Vibonese nell’ambito del tour “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy”, l’iniziativa promossa per celebrare i 250 anni della Dichiarazione d’indipendenza americana e gli 80 anni della Repubblica Italiana.

Fertitta è arrivato a bordo del suo mega yacht Boardwalk, ormeggiato nello scalo vibonese, prima di visitare lo stabilimento Baker Hughes, una delle realtà produttive più rilevanti del territorio. Una presenza che ha avuto un valore istituzionale, ma anche economico, con l’ambasciatore che ha indicato Vibo Valentia e la Calabria come aree nelle quali immaginare nuovi investimenti statunitensi.

Il Boardwalk entra nel porto di Vibo Marina: arrivato lo yacht dell’ambasciatore Usa Fertitta - FOTO e VIDEO

La visita alla Baker Hughes e il messaggio sugli investimenti

Il passaggio centrale della giornata è stato quello nello stabilimento Baker Hughes, azienda di una multinazionale statunitense attiva nel settore energetico e manifatturiero. Qui Fertitta ha incontrato i lavoratori e ha sottolineato il livello di competenze presente sul territorio. «Sono rimasto davvero colpito da Vibo e dalla leadership locale - ha dichiarato l’ambasciatore -. Oggi ho visitato lo stabilimento Baker Hughes, dove lavorano circa 150 persone, e ho incontrato tantissimi operai. Si tratta di un impianto altamente complesso e questo dimostra che qui ci sono competenze di altissimo livello».

Proprio la presenza della Baker Hughes è stata indicata dall’ambasciatore come esempio delle possibilità che la Calabria può offrire alla manifattura avanzata. «Una delle cose che voglio fare è cercare di attirare più aziende statunitensi - ha aggiunto Fertitta -. Baker Hughes proviene dalla mia città natale e vorrei convincere altre imprese del settore energetico e manifatturiero a guardare a questa area come un luogo ideale dove costruire impianti e produrre, proprio grazie alla professionalità dei lavoratori locali».

Vibo tra industria, porto e turismo

Nel corso della tappa vibonese, l’ambasciatore americano ha insistito sul fatto che la Calabria non debba essere considerata marginale rispetto ad altre aree del Paese. Al contrario, secondo Fertitta, il territorio può competere sul piano produttivo se riuscirà a valorizzare manifattura, capitale umano, infrastrutture e posizione geografica.

«La Calabria offre opportunità competitive quanto qualsiasi altra area del Paese, grazie alla qualità della sua manifattura e dei suoi lavoratori - ha spiegato -. Per questo era importante essere qui oggi e conoscere da vicino queste realtà». Un messaggio rivolto al mondo istituzionale e imprenditoriale presente all’incontro, ma anche a possibili investitori americani interessati al settore energetico e manifatturiero.

Accanto al capitolo industriale, Fertitta ha posto l’accento anche sulle potenzialità turistiche di Vibo Marina e del territorio. L’arrivo nel porto e la vista del lungomare hanno offerto all’ambasciatore l’occasione per una riflessione più ampia sulle prospettive di crescita. «C’è un’opportunità incredibile di crescita economica. Sono rimasto sorpreso dalla bellezza di questa città: pensavo di trovare semplicemente un porto, invece il lungomare è splendido. Qui il turismo può diventare un settore strategico, affiancato da una manifattura di qualità».

Fertitta ha poi aggiunto, con una battuta, di poter persino pensare in futuro all’apertura di «un hotel e un ristorante» a Vibo, una volta concluso l’incarico diplomatico. Un passaggio leggero, ma inserito in un ragionamento più ampio sulla capacità del territorio di attrarre attenzione, relazioni e investimenti.

Il rapporto tra Italia e Stati Uniti

La tappa a Vibo Marina ha rappresentato anche un momento di confronto con rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e accademico calabrese. Al centro il rapporto tra Italia e Stati Uniti, definito da Fertitta un legame fondamentale. «Sono rimasto colpito dalla volontà di collaborazione che ho trovato in tutte le regioni italiane - ha detto -. Il rapporto tra Italia e Stati Uniti è fondamentale».

L’ambasciatore ha quindi collegato la visita in Calabria al senso più ampio del tour “Freedom 250”, pensato per rafforzare i rapporti tra le comunità locali italiane e la rappresentanza americana. In questo quadro, Vibo Valentia è stata presentata come una tappa utile a conoscere da vicino un pezzo di Sud capace di esprimere competenze industriali, vocazione marittima e potenzialità turistiche.

Il richiamo alla Nato e alla difesa comune

Nel corso della giornata Fertitta ha affrontato anche il tema della sicurezza internazionale e del ruolo della Nato. «Viviamo in un mondo in cui esistono minacce concrete e tutti i Paesi democratici devono restare uniti e investire nella difesa. Il deterrente militare è essenziale per garantire la pace e la sicurezza».

Secondo l’ambasciatore, è questo il messaggio che gli Stati Uniti stanno portando all’interno dell’Alleanza atlantica: «Ogni alleato deve contribuire in maniera adeguata affinché la nostra capacità di deterrenza resti forte anche in futuro». Un riferimento che ha inserito la visita vibonese anche nel quadro dei rapporti strategici tra Washington, Roma e gli altri Paesi alleati.

Le origini italiane dell’ambasciatore

Nel suo intervento Fertitta ha ricordato anche le proprie origini familiari siciliane, legando il ruolo istituzionale a una dimensione personale. «Mi sento americano, ma da quando vivo in Italia mi sento sempre più italiano. Ho detto al presidente Trump che l’unico Paese in cui avrei voluto essere ambasciatore era proprio l’Italia».

L’ambasciatore ha poi richiamato i ricordi della famiglia e delle tradizioni italiane. «Sono cresciuto in una famiglia di tradizioni italiane, tra arancini, spiedini e ogni tipo di pasta. Mi dispiace che i miei parenti, ormai scomparsi, non abbiano potuto vedere uno di loro tornare qui come ambasciatore degli Stati Uniti».

La visita si chiude così con un doppio messaggio: da una parte la celebrazione del legame tra Stati Uniti e Italia, dall’altra l’indicazione di Vibo Valentia e della Calabria come territori sui quali puntare per nuove relazioni economiche. Industria, turismo e porto sono stati i tre elementi attorno ai quali Fertitta ha costruito il suo intervento, trasformando la tappa vibonese del tour in un’occasione di promozione internazionale per il territorio.