La protesta dei Tir si ferma, ma per riempire i supermercati servirà tempo: nel Vibonese scorte esaurite e assalto ai prodotti rimasti
Ieri sera gli autotrasportatori hanno cominciato a rimuovere i blocchi agli svincoli autostradali ma sei giorni di mobilitazione hanno messo in ginocchio la grande distribuzione: scaffali vuoti e famiglie in cerca di provviste. Il nostro viaggia tra negozi e bancarelle dell’ortofrutta
Prima il carburante, poi la spesa. A Vibo Valentia le conseguenze di sei giorni di blocco dei trasporti sono ormai evidenti tra gli scaffali dei supermercati, dove i prodotti freschi scarseggiano, le casse d'acqua vengono razionate e cresce la preoccupazione dei consumatori. La smobilitazione del presidio di Sant’Onofrio, annunciata ieri sera dopo i colloqui con la Questura, apre finalmente uno spiraglio per la ripresa delle forniture. Ma il ritorno alla normalità non sarà immediato: le scorte si sono assottigliate, le consegne saltate dovranno essere recuperate e servirà tempo prima che la distribuzione possa riprendere a pieno ritmo.
Anche perché la protesta degli autotrasportatori non è definitivamente conclusa, ma soltanto sospesa. Fedralog ha annunciato da Lamezia lo stop al fermo dei servizi di trasporto, dando fiducia al nuovo incontro con il Governo fissato per il 27 ottobre. In assenza di risposte concrete, l'associazione ha già prospettato una nuova mobilitazione, questa volta con un corteo di camion verso Roma. Per il momento, dunque, si allenta la morsa sui trasporti, ma le difficoltà di approvvigionamento restano una realtà con cui cittadini e commercianti devono continuare a fare i conti.
«È la prima volta che vedo gli scaffali vuoti»
Dalla Coop al Conad, passando per Md ed Eurospin, la disponibilità della merce non è uniforme, ma in diversi punti vendita cittadini la spesa è diventata una ricerca di ciò che ancora si trova. I reparti dell'ortofrutta sono tra i più colpiti, mentre acqua, pasta, farina e persino carta igienica finiscono nei carrelli di chi cerca di fare provviste in vista di possibili ulteriori difficoltà.
«Siamo in guerra», commenta una donna davanti al banco dell'ortofrutta, quasi completamente vuoto. Poco distante, un'altra cliente osserva gli scaffali e racconta il proprio stupore: «Lo dicevano in televisione, ma non pensavo fosse così. È la prima volta che vedo gli scaffali vuoti. Fa impressione».
In un noto supermercato cittadino, davanti al bancale dell'acqua, un cartello indica il limite massimo acquistabile: tre casse a persona. «Stiamo finendo le scorte», ammette un dipendente.
C'è chi riempie il carrello per precauzione e chi cerca di mantenere la calma. «Sto facendo scorta di acqua, ma essendo di Monterosso ho la sorgente», racconta una cliente.
Sono le immagini e le testimonianze raccolte nelle ultime ore, quando ancora non si intravedeva una via d'uscita dalla protesta. La decisione di rimuovere i blocchi cambia adesso le prospettive, ma non cancella le difficoltà accumulate nei giorni di fermo. La ripresa della circolazione dei Tir, infatti, non significa che tutti i punti vendita possano essere riforniti contemporaneamente.
Al mercato i prezzi cambiano da un banco all'altro
La tensione si è fat
ta sentire anche al mercato ortofrutticolo del mercoledì pomeriggio organizzato da Coldiretti in piazza Municipio. Ieri i banchi sono stati circondati da una folla di clienti, arrivati per acquistare frutta e verdura.
Il confronto tra i prezzi è diventato inevitabile. E se la mattina, al mercato giornaliero delle Clarisse, ora trasferito nel parcheggio della scuola Don Bosco, uno dei contadini vendeva i broccoli a 5 euro al chilo, ai banchi del mercoledì della Coldiretti lo stesso prodotto costava 2,50 euro al chilo. Un'altra bancarella associata proponeva un prezzo intermedio, 3,50 euro al chilo, precisando che i broccoli erano già privati delle foglie.
Differenze che alimentano i sospetti di possibili rincari, ma che non bastano, da sole, a dimostrare una speculazione. A incidere sui prezzi, spiegano alcuni venditori, sono anche le difficoltà della produzione agricola. Tra i problemi segnalati c'è quello dei cinghiali, che danneggiano le coltivazioni e compromettono i raccolti.
Imprese in difficoltà e una ripresa ancora tutta da costruire
A rendere ancora più pesante il quadro è l'allarme lanciato ieri da Confindustria Vibo Valentia, che ha prospettato il rischio di fermo della produzione nel giro di 24-48 ore per diverse aziende del territorio, comprese realtà storiche come Callipo e Caffo. Una situazione che coinvolge anche l'edilizia, alle prese con il mancato arrivo dei materiali nei cantieri.
La smobilitazione annunciata in serata rappresenta quindi una boccata d'ossigeno per il sistema produttivo, ma sei giorni di interruzioni e rallentamenti nella movimentazione delle merci hanno lasciato conseguenze che non potranno essere riassorbite nel giro di poche ore.
Intanto, nei presidi la stanchezza e la delusione accumulate durante la mobilitazione hanno lasciato spazio alla decisione di concedere un'altra possibilità al confronto istituzionale. «Protestare è l'unica alternativa alla chiusura delle nostre aziende. Andremo avanti per salvare il nostro lavoro e il futuro del comparto», aveva raccontato un autotrasportatore prima della smobilitazione.
La vertenza resta dunque aperta. Il 27 ottobre, quando è previsto il nuovo incontro con il ministro Matteo Salvini, si capirà se la sospensione del fermo potrà trasformarsi in una conclusione definitiva della protesta. Nel frattempo, per i consumatori vibonesi, la priorità rimane una: tornare a trovare regolarmente sugli scaffali i prodotti di tutti i giorni.
La riunione a Palazzo Chigi
Intanto, sempre ieri, la premier Giorgia Meloni ha presieduto una riunione di governo a Palazzo Chigi sul tema dell'autotrasporto e dei blocchi autostradali. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha relazionato sui contatti intercorsi con i Prefetti dei territori interessati. Il Viminale, è stato spiegato, è attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e anche la consegna dei farmaci.