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10/01/2026 ore 11.44
Cronaca

La paura del terremoto nel Vibonese: territorio classificato a rischio massimo e il ricordo del distruttivo sisma del 1905

La scossa di questa notte di magnitudo 5.1 nel Reggino è stata avvertita in tutta la provincia di Vibo. Sui social le numerose testimonianze di chi si è svegliato di soprassalto. Il precedente catastrofico di 120 anni fa tra Capo Vaticano e il capoluogo

di E.D.G.

Poco prima dell’alba, quando il buio era ancora fitto, una vibrazione improvvisa ha attraversato la Calabria. Mancavano circa cinque minuti alle 6 quando anche nel Vibonese in molti hanno avvertito la scossa di terremoto di magnitudo 5.1 che si è verificata al largo della costa calabra sud-orientale, nel Mar Ionio, davanti ai territori della provincia di Reggio Calabria. Un sisma localizzato a 64,8 chilometri di profondità, che proprio per questo ha reso la scossa percepibile su un’area molto ampia, ma il fatto che si sia verificato in mare, per giunta a una profondità considerevole, ha scongiurato danni a cose e persone. Ma la paura no, quella c’è stata anche nel Vibonese. In molti, svegliati di soprassalto, hanno raccontato di letti che oscillavano lievemente e di lampadari che dondolavano, richiamando immediatamente il timore atavico per il terremoto.

Come spesso accade in questi casi, i social network si sono riempiti in pochi minuti di commenti, messaggi e testimonianze. C’è chi scrive di aver sentito la scossa «forte e chiara», chi racconta di essersi alzato dal letto per controllare che fosse tutto a posto senza più riuscire a prendere sonno, e chi invece ammette di non essersi accorto di nulla, continuando a dormire.

Purtroppo, secondo la classificazione nazionale, l’intera provincia di Vibo Valentia, insieme a quella reggina, rientra in “Zona 1”, quella a più alto rischio sismico. Il terremoto vibonese più forte e recente di cui si abbia memoria scientifica, come riporta il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, si verificò l’8 settembre 1905, classificato come uno degli eventi sismici più forti avvenuti in Italia. Mario Baratta, noto sismologo dei primi del ’900, scrisse che causò 557 vittime, prevalentemente sul promontorio di Capo Vaticano, dove furono riportati danni fino all’XI grado della scala Mercalli, tra le località di Tropea e Vibo Valentia. Il terremoto del 1905 nel Vibonese si verificò tre anni prima del più noto terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908, che causò almeno 80mila vittime, secondo la stima più accreditata.

Quello vibonese, ricorda l’Ingv, fu anche il primo terremoto che venne registrato e studiato grazie ai sismografi che da poco erano stati inventati. Oltre alla distruzione degli edifici, le fonti storiche riferirono numerosi effetti ambientali, tra cui fratture del terreno, variazioni nella portata delle fonti idriche, nonché “suoni” e “luci” osservati a ridosso dell’evento. Inoltre, provocò un maremoto, osservabile sia in mare aperto che lungo la costa del Golfo di Sant’Eufemia, con altezza massima delle onde di alcuni metri e inondazione di alcune spiagge sino a 30 metri all’interno della linea di riva.