Jonadi, il sindaco Signoretta a processo per gli scarichi fognari: «Sono stato io a denunciare il problema, ora mi ritrovo imputato»
Il primo cittadino dovrà comparire in Tribunale nel marzo 2027. Nel 2025 aveva sottolineato di aver inviato 30 lettere per sollevare le criticità ma erano rimaste senza risposte. Ora la Regione ha inserito nella programmazione un intervento da 4,6 milioni di euro per il sistema depurativo consortile. «È un paradosso, ma non mi pento di aver parlato»
Il sindaco di Jonadi Fabio Signoretta dovrà comparire nel marzo 2027 davanti al Tribunale di Vibo Valentia nell'ambito di un procedimento penale relativo alla gestione degli scarichi delle acque reflue comunali. A renderlo noto è lo stesso primo cittadino, che torna su una vicenda ormai annosa e rivendica di essere stato proprio lui, all'indomani dell'insediamento nel giugno 2022, a denunciare pubblicamente le criticità del sistema depurativo.
«Quando mi sono insediato, nel giugno 2022, ho deciso di affrontare apertamente una situazione sullo scarico di acque reflue nota a tutti da anni e mai risolta. Ho denunciato pubblicamente il problema, l'ho segnalato alle autorità competenti e, già tre mesi dopo l'insediamento, avevamo approvato un progetto tecnico per affrontarlo», dichiara Signoretta.
Le precedenti denunce e le sanzioni
La vicenda era già emersa pubblicamente nell'aprile 2025, quando il sindaco aveva denunciato di essere stato sanzionato personalmente per due volte, nonostante le ripetute richieste di intervento inoltrate agli enti competenti.
In quell'occasione, Signoretta aveva lamentato di aver inviato 30 lettere nell'arco di due anni, senza ottenere risposte risolutive. Una situazione che lo aveva spinto a chiedere un incontro con il presidente della Regione Roberto Occhiuto, manifestando l'intenzione di non lasciare cadere nel vuoto la documentazione raccolta.
La questione aveva avuto un ulteriore sviluppo appena una settimana dopo. Il 10 aprile 2025, il subcommissario alla depurazione Emilio Daffinà aveva incontrato i sindaci di Jonadi e Francica, rispettivamente Fabio Signoretta e Michele Mesiano, per affrontare le criticità del sistema fognario e depurativo dell'area.
Nel corso del confronto erano state prospettate due possibili soluzioni, riguardanti anche i territori di San Costantino Calabro e Filandari. Daffinà aveva sottolineato la necessità di reperire le risorse economiche, annunciando l'intenzione di coinvolgere Regione Calabria e Arrical.
L'intervento da 4,6 milioni di euro
Un passaggio significativo è arrivato con la programmazione regionale degli interventi sulla depurazione, illustrata nel giugno 2026. Nell'elenco delle opere relative alla provincia di Vibo Valentia figura infatti un investimento di 4,6 milioni di euro per il sistema depurativo e fognario consortile di San Costantino Calabro, Francica e Jonadi, con riferimento anche a Filandari.
L'intervento rientra nel quadro delle risorse destinate dalla Regione al miglioramento delle infrastrutture fognarie e depurative. Si tratta di un'opera di interesse sovracomunale che punta a superare criticità strutturali presenti da anni nell'area.
La presenza dell'intervento nella programmazione non equivale, tuttavia, all'avvenuta realizzazione delle opere. Resta quindi da verificare il percorso amministrativo e operativo necessario per arrivare alla soluzione definitiva del problema.
«È un passo importante verso la soluzione di un problema che il territorio si trascina da troppo tempo. Ma mentre finalmente si apre una prospettiva concreta per la depurazione, questa stessa vicenda assume per me anche un risvolto giudiziario», osserva il sindaco.
Il procedimento penale e la posizione del sindaco
«Il paradosso - continua il primo cittadino - è che ho scelto di mettere nero su bianco un problema che tutti conoscevano e oggi sono io a ritrovarmi imputato. Affronterò il procedimento con il mio legale, portando tutta la documentazione delle iniziative intraprese, e continuerò a lavorare perché l'intervento programmato diventi realtà».
Signoretta, intanto, ribadisce la volontà di proseguire nell'azione amministrativa per il superamento delle criticità della depurazione e conclude con una rivendicazione delle proprie scelte: «Non mi pento di aver denunciato ciò che non funzionava. Mi sarei pentito di averlo taciuto».