Istituto Einaudi senza riscaldamento e studenti a casa, esplode la rabbia del sindaco di Serra: «La Provincia di Vibo è vergognosa»
Alfredo Barillari contro il perdurare del problema per il quale si prospettano altri giorni di stop delle lezioni. E denuncia anche una pericolosa fuga di monossido di carbonio: «I controlli andavano fatti a settembre». Poi rilancia: «Ecco perché vogliamo andare via e tornare con la provincia di Catanzaro»
«Vergogna. Vergogna. È vergognoso! Ogni anno dobbiamo assistere a questo totale disinteresse per l’Istituto Einaudi di Serra San Bruno». Il sindaco Alfredo Barillari perde la pazienza e punta il dito contro la Provincia di Vibo Valentia per l'ennesima emergenza legata al riscaldamento della scuola superiore serrese. Ma questa volta, secondo quanto denuncia il primo cittadino in un duro video pubblicato sui social, ai termosifoni rimasti spenti e alle lezioni saltate si sarebbe aggiunto un problema ancora più preoccupante: una fuga di monossido di carbonio che avrebbe interessato uno dei plessi scolastici.
Una situazione che Barillari definisce «gravissima» e che riaccende la polemica sulla manutenzione degli edifici scolastici nelle aree interne della provincia, dove l'arrivo dei primi freddi rende indispensabile il funzionamento degli impianti di riscaldamento.
«Quasi 700 studenti, e adesso anche una fuga di monossido di carbonio»
«Un'area interna che vede un istituto di quasi 700 studenti e un plesso oggi che addirittura registra una fuga di monossido di carbonio, una fuga di monossido di carbonio», denuncia Barillari, ripetendo due volte il riferimento all'episodio per sottolinearne la gravità.
«Dopo che per giorni, come ogni anno, nonostante le segnalazioni del dirigente scolastico, i termosifoni non partivano», ricorda Barillari, che contesta soprattutto la mancanza di interventi preventivi.
«Eppure ci sono le tabelle ministeriali di riferimento che indicano già a metà ottobre il funzionamento dei termosifoni e quindi dei riscaldamenti nelle classi», aggiunge, richiamando le disposizioni sull'accensione degli impianti.
«Non conoscono le temperature rigide di Serra San Bruno?»
L'affondo diventa ancora più duro quando Barillari chiama direttamente in causa l'ente provinciale, responsabile della manutenzione degli edifici scolastici superiori.
«Non lo sanno forse alla Provincia di Vibo Valentia delle temperature rigide di Serra San Bruno? Forse non ci considerano, come diciamo da tanto tempo. Questa è la dimostrazione dei fatti ed è gravissimo. Se sapete già che a metà ottobre devono partire i termosifoni, come si fa in ogni casa, già quando inizia l'anno scolastico, a settembre, si dovrebbero fare le verifiche».
Parole che ripropongono il tema delle difficoltà delle comunità montane, costrette a fare i conti con servizi che, secondo il primo cittadino, non ricevono la stessa attenzione riservata ad altri territori.
Il rischio di altri tre giorni senza lezioni
Intanto, l'emergenza potrebbe tradursi in ulteriori giornate di stop per gli studenti. È lo stesso Barillari a prospettare questa eventualità, riferendo quanto gli sarebbe stato comunicato sulla necessità di sostituire la caldaia.
«Bisogna intervenire immediatamente. Purtroppo i fatti dimostrano che non gliene frega nulla. Bisogna prendere provvedimenti immediati, perché è chiaro che i ragazzi non possono continuare a non andare a scuola».
Quindi il passaggio sui tempi necessari per risolvere il problema: «Si sta già addirittura parlando di tre giorni perché, udite udite, devono smontare la caldaia, fare un progetto, assumere i preventivi, montarne una nuova. Ma insomma, dove siamo? Questa è la Provincia di Vibo Valentia».
La protesta della scuola e l'appello alla Provincia
La presa di posizione di Barillari arriva dopo la denuncia del presidente del Consiglio d'Istituto dell'Einaudi, Antonio Procopio, che aveva già segnalato i disagi provocati dal malfunzionamento del riscaldamento. Gli studenti sono rimasti a casa per diversi giorni a causa delle aule fredde, con temperature esterne di poco superiori allo zero. Procopio aveva chiesto alla Provincia un intervento immediato, denunciando il ripetersi di problemi già conosciuti e lamentando l'assenza di soluzioni tempestive.
«Non ci possono essere studenti di serie A e altri di serie C», aveva affermato il presidente del Consiglio d'Istituto, ricordando che anche i ragazzi delle Serre hanno diritto a frequentare ambienti scolastici adeguati.
Adesso il sindaco allarga la critica al rapporto tra istituzioni e territori dell'entroterra e rilancia il progetto di tornare sotto la provincia di Catanzaro. «Per quanto ci riguarda, continueremo con forza a dire che noi apparteniamo a un altro tipo di territorio e probabilmente dove ci sono anche istituzioni che magari a settembre i termosifoni in una scuola ubicata in un'area interna a quasi 900 metri, determinati controlli li fanno prima».
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