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24/08/2026 ore 21.16
Cronaca

Incidente nautico a Vibo Marina, il padre di Domenico Campana: «Il suo iPhone ci ha avvertiti. Un ragazzo d’oro, ora vogliamo la verità»

A dieci giorni dalla morte del 26enne di Mirto Crosia nello scontro tra due natanti, papà Valentino racconta il dolore della famiglia, l’allarme automatico partito dal cellulare e i progetti che il figlio aveva per il futuro

di Redazione

«Un ragazzo d’oro». È così che Valentino Campana ricorda il figlio Domenico, il 26enne di Mirto Crosia, nel Cosentino, morto lo scorso 14 agosto nelle acque di Vibo Marina dopo lo scontro tra la piccola imbarcazione in vetroresina sulla quale si trovava con alcuni amici e un altro natante.

A dieci giorni dalla tragedia, il padre racconta il dolore di una famiglia ancora sconvolta e chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto. «È come vivere in un incubo, siamo ancora completamente storditi e frastornati da questa notizia», racconta Valentino Campana, descrivendo Domenico come un giovane responsabile, legatissimo agli amici e con una grande passione per il mare. «In 26 anni non mi ha mai dato un solo dispiacere».

L’allarme partito dall’iPhone

L’incidente si è verificato intorno alle 19.20 del 14 agosto. A dare uno dei primi allarmi sarebbe stato proprio l’iPhone di Domenico: il sistema Sos del telefono, rilevato il violento impatto, avrebbe inviato automaticamente ai familiari e ai soccorsi le coordinate del punto in cui si era verificato lo scontro. «Quando è arrivato quel messaggio, mi è crollato il mondo addosso», ricorda il padre.

Sul luogo dell’incidente si erano precipitati anche due sanitari che si trovavano casualmente nelle vicinanze, tentando di prestare i primi soccorsi. Le ferite riportate dal 26enne, però, si sono rivelate fatali.

Dietro il dolore resta anche il racconto di una vita piena di progetti. Domenico guardava al futuro e, tra le idee che stava coltivando, c’era quella di avviare un bed and breakfast a Mirto, il paese in cui viveva.

Le indagini sull’incidente

La famiglia attende adesso che le indagini ricostruiscano con precisione la dinamica dell’incidente. Gli accertamenti sono condotti dalla Procura di Vibo Valentia e dalla Capitaneria di Porto, chiamate a chiarire responsabilità e circostanze dello scontro avvenuto davanti alla costa vibonese.

Nell’ambito dell’inchiesta risulta indagato per omicidio nautico il conducente dell’altro natante coinvolto, un odontoiatra che lavora a Bologna e dispone di diversi studi sul territorio nazionale, originario del Vibonese. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto nell’ambito degli accertamenti in corso e non equivale ad affermazione di responsabilità.

«Abbiamo piena fiducia nella Procura e nella Capitaneria – afferma Valentino Campana – e vogliamo che la verità venga scolpita sulla pietra della giustizia».

Una richiesta che accompagna il dolore di una famiglia alla quale, in pochi istanti, è stato strappato un figlio di appena 26 anni.