Incidente a San Gregorio con la bici elettrica, il 13enne coinvolto è fuori pericolo. Lo zio: «Il 118 non è mai arrivato sul luogo dello scontro»
Migliorano le condizioni del ragazzo trasferito dalla Rianimazione in reparto ordinario. Il familiare ricostruisce i soccorsi, critica il sistema dell’emergenza e ringrazia i medici di Vibo Valentia e Catanzaro per «professionalità e umanità»
Non è più in pericolo di vita Renato Iannello, il 13enne di San Gregorio d’Ippona rimasto gravemente ferito lunedì 10 agosto in un incidente stradale mentre era in sella a una bici elettrica. La notizia, diffusa sui social dallo zio, trova conferma da fonti ospedaliere. Nel suo post, lo zio, che si chiama Renato Iannello come il nipote, ricostruisce l’accaduto e lancia pesanti accuse verso il 118, che non avrebbe raggiunto tempestivamente il luogo dell’incidente.
L’uomo precisa di parlare «per conoscenza diretta e cognizione di causa», essendo stato tra i primi a soccorrere il tredicenne dopo lo scontro. La critica più dura riguarda proprio il sistema dell’emergenza-urgenza. Secondo il suo racconto, infatti, l’ambulanza non sarebbe mai arrivata sul luogo dell’incidente.
La ricostruzione dello zio e le accuse al 118
«Dopo 20 minuti di attesa, noi che abbiamo prestato i primi soccorsi al ragazzo, ci siamo sentiti dire che l’ambulanza doveva arrivare da Soriano Calabro, ragion per cui ho deciso di trasportarlo con urgenza presso l’ospedale di Vibo Valentia», scrive Iannello.
Una ricostruzione con la quale lo zio denuncia quella che definisce «l’assoluta inefficienza del servizio del 118», richiamando anche altri recenti episodi che hanno alimentato il dibattito sui tempi di intervento delle ambulanze nel Vibonese. Nel suo intervento chiede dunque maggiori investimenti e risorse per un settore che considera prioritario, soprattutto quando si tratta di affrontare emergenze da codice rosso.
Andrea Minasi e i soccorsi in Calabria, il 118 è la vera emergenza sanitaria: tempi medi di intervento vicini ai 24 minutiIannello muove poi alcune critiche anche al modo in cui parte dell’informazione ha raccontato l’incidente, contestando diverse circostanze riportate nelle ore successive allo scontro. In particolare, precisa che il nipote non sarebbe stato trasportato tramite elisoccorso e che non sarebbe stato sottoposto a un intervento chirurgico. Contesta inoltre ricostruzioni sulle possibili cause dell’incidente che, sottolinea, non risulterebbero supportate da accertamenti tecnici. Soprattutto, lo zio invita a evitare informazioni capaci di alimentare ulteriore apprensione in una comunità già fortemente preoccupata per le condizioni del ragazzo.
I ringraziamenti ai sanitari
Accanto alle critiche, nel lungo messaggio trova ampio spazio il ringraziamento rivolto ai medici che hanno preso in cura il tredicenne, a partire dall’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.
«Un grande elogio e ringraziamento voglio fare al dottore Lucibello e a tutta la sua équipe, compresi i medici cubani, che con prontezza, lucidità e professionalità hanno gestito questa emergenza in modo impeccabile», afferma lo zio, sottolineando come i sanitari abbiano «capito subito la gravità del caso» e, mentre stabilizzavano il ragazzo, abbiano organizzato il trasferimento all’ospedale di Catanzaro.
Parole di gratitudine vengono rivolte anche al reparto di Rianimazione dell’ospedale Pugliese di Catanzaro, dove Renato è stato seguito fino al miglioramento delle sue condizioni. «Professionalità ma soprattutto tanta umanità sono gli elementi che contraddistinguono questi operatori sanitari che hanno salvato la vita a mio nipote Renatino», scrive ancora Iannello.
Infine il ringraziamento alla comunità di San Gregorio d’Ippona e alle tante persone che in queste ore hanno manifestato vicinanza alla famiglia attraverso messaggi, telefonate e presenza personale. Un pensiero particolare viene rivolto al parroco don Maurizio Macrì, che ha riunito i fedeli in preghiera, e al vescovo Attilio Nostro, che ha seguito l’evolversi delle condizioni del tredicenne. Ore di paura che adesso lasciano spazio al sollievo per una notizia attesa da un’intera comunità: Renato è fuori pericolo.