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11/08/2026 ore 11.16
Cronaca

Incidente a Briatico, il dolore dei colleghi del 118 di Vibo per la morte di Gabriele Alviano: «Eri un punto di riferimento»

Medici, infermieri e operatori ricordano l’autista d’ambulanza deceduto a causa delle gravissime ferite riportate mentre si recava al lavoro: «Amava visceralmente la sua professione che per lui era una missione. Siamo devastati»

di Redazione

Il 118 di Vibo Valentia piange Gabriele Alviano. A poche ore dalla morte dell’autista soccorritore, rimasto gravemente ferito nell’incidente avvenuto a Briatico mentre si stava recando al lavoro, sono medici, infermieri e autisti del servizio di emergenza a consegnare a una nota il ricordo di un collega che, nelle loro parole, era diventato molto di più: «Un punto di riferimento imprescindibile» e «un fratello per ciascuno di noi».

La scomparsa di Alviano ha profondamente scosso tutto l’ambiente del 118 vibonese. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate dopo il violento incidente lungo la strada costiera nel territorio di Briatico. Una tragedia consumatasi lungo l’ex Statale 522, oggi Sp 95, arteria sulla quale già da tempo vengono segnalate criticità sotto il profilo della sicurezza stradale e dove negli anni si sono verificati numerosi incidenti anche mortali.

«Il 118 è devastato da un dolore immenso»

A raccontare ciò che Gabriele Alviano rappresentava per chi ogni giorno lavorava al suo fianco sono proprio i colleghi. «Esistono notizie che le parole fanno fatica a contenere, e silenzi che pesano come macigni. Il 118 di Vibo Valentia è oggi devastato da un dolore immenso e inconsolabile per la perdita del nostro Gabriele», scrivono medici, infermieri e autisti.

Un dolore che va oltre la perdita di un collega. «Gabriele non era un semplice autista. Era un professionista di uno spessore umano e lavorativo raro, un ragazzo stupendo dentro e fuori, sempre disponibile e sorridente». Un uomo capace, ricordano ancora, di affrontare «ogni situazione con una serenità contagiosa» e che proprio per il suo modo di essere e di lavorare «era diventato un punto di riferimento imprescindibile per tutti noi».

«Per lui non era un semplice impiego, ma una missione»

Nel ricordo dei colleghi emerge soprattutto il rapporto che Alviano aveva costruito con il proprio lavoro e con il mondo dell’emergenza sanitaria. Un legame che viene descritto come autentico e profondissimo.

«Amava visceralmente il 118. Per lui non si trattava di un semplice impiego, ma di una missione mossa da un unico, autentico desiderio: aiutare il prossimo nel momento del bisogno», si legge ancora nella nota.

Una dedizione che, secondo chi ha condiviso con lui turni, emergenze e interventi, andava ben oltre i compiti legati al suo ruolo: «Si spendeva oltre ogni mansione, con una dedizione totale che faceva la differenza, giorno dopo giorno, emergenza dopo emergenza. Era, a tutti gli effetti, un fratello per ciascuno di noi».

Parole che assumono un significato ancora più doloroso alla luce delle circostanze della tragedia. Alviano, sottolineano infatti i colleghi, stava cercando di raggiungere il proprio posto di lavoro quando è rimasto coinvolto nell'incidente.

L'abbraccio alla moglie Lina e alla famiglia

Il pensiero del personale del 118 va quindi alla famiglia dell'autista soccorritore e in particolare alla moglie: «In questo momento di strazio profondo, in cui ci sentiamo privati di una parte fondamentale di noi, il nostro pensiero e il nostro abbraccio più stretto e commosso vanno alla sua famiglia».

Poi un pensiero particolare proprio alla compagna di vita: «Un abbraccio speciale a sua moglie Lina, rimasta perennemente al suo fianco, e a tutti i suoi familiari che, facendo parte o avendo fatto parte del mondo del 118, rappresentano per noi legami di famiglia profondi e condivisi».

Una famiglia, dunque, legata a doppio filo a quella dell'emergenza sanitaria vibonese. «A loro ci stringiamo con affetto fraterno, certi che l'esempio, la serietà e il ricordo di Gabriele rimarranno per sempre vivi in ciascuno di noi».

«Te ne sei andato nel tentativo di raggiungere il tuo posto di lavoro»

È nella parte conclusiva del messaggio che il ricordo dei colleghi assume i toni di un ultimo saluto personale. «Ciao, Gabriele. Te ne sei andato nel tentativo di raggiungere il tuo posto di lavoro, guidato da quel senso del dovere e da quell'amore per la divisa e per gli altri che ti hanno contraddistinto ogni giorno della vita».

Poi il pensiero a ciò che Alviano lascia dietro di sé, nelle persone che hanno lavorato con lui e nelle tante giornate trascorse sulle ambulanze del 118: «Hai lasciato un vuoto incolmabile in noi, ma il tuo esempio, la tua bontà e il tuo sorriso resteranno per sempre scolpiti nella nostra memoria, su ogni strada che percorreremo ed in ogni vita che cercheremo di salvare. La tua famiglia del 118 non ti dimenticherà mai».