Incendio nel cantiere del terminal bus a Vibo, La Tazzina della Legalità: «Adesso basta, la città deve reagire»
Dopo le fiamme l’associazione rilancia l’iniziativa la “Staffetta della Legalità” del 26 settembre: «Chi viene colpito non deve essere lasciato solo»
Un nuovo incendio ai danni di un cantiere riporta al centro dell’attenzione il tema della legalità a Vibo Valentia. Nel corso della notte ignoti hanno appiccato le fiamme nell’area di via degli Artigiani, davanti al terminal bus, dove sono in corso interventi sui sottoservizi cittadini nell’ambito del cosiddetto «Progetto Maione».
Sull’episodio interviene La Tazzina della Legalità, che esprime «piena e convinta solidarietà» nei confronti dell’imprenditore colpito e chiede una risposta che coinvolga l’intera comunità.
«Non possiamo raccontare una Vibo diversa facendo finta di non vedere ciò che accade. Non possiamo chiamare “nuova narrazione” il silenzio davanti agli attentati, alle intimidazioni e alla paura che ancora condiziona la vita di imprenditori e cittadini», sostiene l’associazione.
Il riferimento è anche alla Staffetta della Legalità, in programma il prossimo 26 settembre alle 9.30 al Palazzo dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia. Un appuntamento che, alla luce dell’incendio, secondo gli organizzatori assume un significato ancora maggiore.
Incendio nel cantiere di via degli Artigiani, il sindaco di Vibo: «È un vile attentato contro la città. I criminali non vinceranno»«La nuova narrazione di Vibo deve partire dalla verità. E la verità è che c’è ancora un problema criminale che non può essere sottovalutato. E allora diciamolo con chiarezza: adesso basta».
La Tazzina della Legalità invita quindi la cittadinanza a una partecipazione che non si limiti alle iniziative successive agli episodi intimidatori. «La legalità non può essere un appuntamento sul calendario. La legalità deve diventare una presenza quotidiana. Dobbiamo riappropriarci dei nostri territori, delle nostre strade, delle nostre piazze, dei nostri luoghi di lavoro e soprattutto della nostra libertà».
Nella presa di posizione viene sottolineato anche il ruolo della società civile accanto all’attività di magistratura e forze dell’ordine. «Non possiamo pensare di delegare esclusivamente alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura la lotta alla criminalità organizzata. A loro dobbiamo garantire strumenti, uomini e risorse adeguate, ma la battaglia per la legalità riguarda tutta la comunità».
Vibo, incendio nel cantiere del terminal bus: bruciano le tubazioni del progetto Maione da 3 milioni di euro, indagini sulle causeIl ragionamento si allarga poi alle condizioni sociali ed economiche del territorio. Secondo La Tazzina della Legalità, contrastare la criminalità significa anche intervenire sulle situazioni che possono favorirne il radicamento: «Il terreno fertile è spesso il bisogno: il lavoro che manca, i servizi che non funzionano, la sanità che non risponde, le opportunità che non arrivano, i giovani costretti ad andare via».
Da qui viene rilanciato il concetto di «#Ridestanza», contrapposto alla sola discussione su restanza e ritornanza: «Dobbiamo svegliarci dal torpore. Dobbiamo ritrovare orgoglio, dignità e coraggio. Dobbiamo riappropriarci del nostro territorio e tornare a sentirlo veramente nostro».
L’appello è dunque alla partecipazione alla Staffetta del 26 settembre. «Il nostro auspicio è che quel palazzo venga letteralmente invaso dalla popolazione vibonese. Non per una passerella, non per una fotografia, non per una commemorazione, ma per assumersi una responsabilità».
Gli organizzatori auspicano anche la presenza dell’imprenditore interessato dall’incendio. «Vorremmo averlo accanto a noi, perché la sua presenza sarebbe il segnale più forte possibile: chi viene colpito non deve essere lasciato solo».
Il messaggio conclusivo è rivolto alla città: «Vibo non si divide. Vibo reagisce. E se vogliamo davvero costruire una nuova narrazione, allora abbiamo una sola strada: non nascondere le ferite, ma avere il coraggio di curarle insieme».