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25/02/2026 ore 06.15
Cronaca

Il terminal bus di Vibo è ancora terra di nessuno ma ogni giorno ci passano migliaia di studenti: «Questa è la città che vedono»

VIDEO | Dopo la denuncia di Cuore Vibonese scattano i lucchetti alle porte ancora aperte in quello che ormai è un deposito comunale. Cutrullà: «Tossicodipendenti e senzatetto, serve sicurezza per i nostri ragazzi»

di Cristina Iannuzzi

Poche ore dopo la denuncia presentata dal gruppo consiliare Cuore Vibonese, che ha riacceso i riflettori sulle condizioni di degrado in cui versa il terminal bus di Vibo Valentia, le porte laterali sono state chiuse con un lucchetto.

Un copione già visto: anche qualche mese fa, dopo un nostro servizio che documentava l’accesso ai locali, l’ingresso era stato sigillato. All’interno, in una stanza, erano state parcheggiate le bici elettriche acquistate dal Comune di Vibo Valentia, parte di un servizio di bike sharing mai realmente partito.

«Questa mattina (ieri, ndr)– racconta Giuseppe Cutrullà incontrato sul posto – il portone era aperto. Dopo la nostra denuncia è stato chiuso. Ma il problema non si risolve con un lucchetto». Secondo il capogruppo di Cuore Vibonese, nelle ore di punta – in particolare intorno alle 13.30, all’uscita degli studenti – l’area «diventa un ring», teatro di appostamenti e risse tra ragazzi. Da qui la richiesta rivolta al sindaco: installare un sistema di videosorveglianza o, in alternativa, garantire la presenza di una pattuglia della polizia locale negli orari di maggiore afflusso.

«Le migliaia di giovani che arrivano qui dai paesi limitrofi – afferma Cutrullà – si fanno un’idea ben precisa di come viene amministrata la città. Questo dovrebbe essere il biglietto da visita di Vibo Valentia e invece è l’immagine dell’abbandono».

Durante un sopralluogo nei giorni scorsi sarebbe stata segnalata anche la presenza di siringhe. «Io stesso ne sono stato testimone», sostiene Cutrullà, parlando di un utilizzo improprio dell’immobile da parte di persone che farebbero uso di sostanze stupefacenti. Dall’esterno si notano materassi, lenzuola, una sdraio, ombrelloni e oggetti per l’igiene personale: segni evidenti, secondo quanto riferito, che qualcuno utilizza i locali come rifugio notturno. «Si può dire con certezza che qualche senza tetto dorme all’interno», aggiunge.

Il terminal sorge in una zona nevralgica, dotata di ampi parcheggi e collegata – almeno nelle intenzioni progettuali – alla scala mobile che dovrebbe facilitare l’accesso al centro cittadino, un’opera più volte rilanciata dalle amministrazioni succedutesi negli anni ma che continua a faticare nel decollo. Per Cuore Vibonese, l’immobile «è un bene comunale che potrebbe essere utilizzato diversamente – conclude Cutrullà – penso, ad esempio, a una diversa collocazione degli uffici della polizia municipale. Ma prima serve una bonifica immediata e un piano serio di rilancio». Intanto, dopo l’ennesima chiusura con il lucchetto, resta l’immagine di un’infrastruttura strategica lasciata al degrado, mentre tra studenti e pendolari cresce l’interrogativo su quanto ancora dovrà durare questa situazione.

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