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23/09/2026 ore 13.45
Cronaca

Il Tar sospende l’interdittiva antimafia per un bar di Sant’Onofrio scattata all’inizio di luglio

Accolto in sede cautelare il ricorso presentato dall’avvocato Domenico Colaci. Rilievi già smontati dai giudici dieci anni fa con due sentenze

di Giuseppe Baglivo

E’ stata accolta dalla seconda sezione del Tar di Catanzaro l’istanza cautelare presentata dalla Geca Sas di D’Urzo Raffaele & C., con sede a Sant’Onofrio, rappresentata pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Domenico Colaci. Sospesa, pertanto, l’efficacia dell’informazione interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Vibo Valentia il 9 luglio scorso. Il Tar nella sua decisione fa notare che l’interdittiva antimafia si basa sugli stessi elementi che sorreggevano un provvedimento di revoca della licenza di esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande nei confronti della stessa ditta. Provvedimento che i giudici amministrativi hanno annullato con sentenza dell’11 giugno del 2015 in primo grado e successivo verdetto del Consiglio di Stato. datato 2 maggio 2016, Proprio i giudici amministrativi di secondo grado hanno rimarcato in sentenza la non dimostrazione del «nesso di continuità tra i precedenti penali di un dipendente, risalenti a quasi venti anni orsono», venendo tra l’altro vanificata in tal modo la funzione rieducativa della pena. Da allora, secondo il Tar, il quadro fattuale esaminato dai due precedenti giudiziari in sede amministrativa “non è mutato, essendo solo aumentato il numero delle volte in cui Raffaele D’Urzo, legale rappresentante della società interdetta, è stato controllato insieme al suo dipendente”. Da qui l’accoglimento dell’istanza cautelare presentata dall’avvocato Domenico Colaci poiché assistita da “un apprezzabile fumus boni iuris”, con un imminente pregiudizio all’attività di bar senza la sospensione dell’interdittiva. Il Ministero dell’Interno è stato condannato alla rifusione delle spese della presente fase di giudizio, mentre il merito del ricorso verrà trattato nell’udienza fissata per il 5 maggio 2027.