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13/04/2026 ore 16.03
Cronaca

Il procuratore Falvo saluta Vibo: «Quando arrivai mi dissero “è una polveriera”, ora sta cambiando. Continuate a denunciare»

Il magistrato andrà a dirigere la Dda di Potenza: «Ai cittadini dico: non giratevi mai dall’altra parte». Il prefetto Colosimo: «Quando le Istituzioni camminano su gambe come le sue la gente è spinta a fidarsi»

di Alessia Truzzolillo

«Vibo non deve mai girarsi dall'altra parte. I cittadini dovranno sempre denunciare per riappropriarsi del ruolo che meritano. Una provincia meravigliosa, secondo me una delle più belle d'Italia, non solo in Calabria».
Ha voluto incitare i cittadini a non assuefarsi mai al male. Il procuratore Camillo Falvo lascia Vibo Valentia e si appresta a dirigere la Procura distrettuale di Potenza. Nel suo discorso di saluto, questa mattina nel Tribunale di Vibo, il pensiero di Falvo è andato alla provincia sulla quale ha lavorato, con vari ruoli, dal 2014.

Originario di San Pietro a Maida, ha ricordato le scuole frequentate a Lamezia e quando con suo padre andava «in città» e la città per loro era Vibo.«E io vorrei che Vibo ritornasse quella che era prima. E sono convinto sia sulla buona strada», ha affermato il magistrato.
«Voi mi avete ringraziato per l'attività che ho svolto e mi avete tributato attestati di stima ma sono io, devo dire, che ho ricevuto da Vibo molto più di quello che ho dato».

Camillo Falvo ricorda quando, da sostituto della Dda di Catanzaro venne destinato a coordinare le indagini sulla provincia di Vibo. Ad assegnargli l’incarico fu l’attuale procuratore di Torino Giovanni Bombardieri, all’epoca procuratore aggiunto di Catanzaro.
«Giovanni Bombardieri mi disse, tu da domani ti dovrai occupare di Vibo. Vibo è una polveriera, così la descrisse “una polveriera”. “Non sappiamo come mettere mano”. Voi immaginate che bel bigliettino da visita – ricorda Falvo –. E così è stato. È stato un inizio veramente scoppiettante. Io ho avuto la fortuna di veder cambiare il territorio».

Il procuratore Falvo ha voluto ricordare le inchieste e i colleghi con le quali le ha condotte, il procuratore Nicola Gratteri, l’attuale procuratore di Cosenza Vincenzo Capomollo, i pm della Dda Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea.

A festeggiare il procuratore Falvo erano presenti anche gli amici di una vita che lo hanno raggiunto anche da Modena. E i genitori seduti in prima fila, orgogliosi e con gli occhi lucidi.

I saluti istituzionali sono arrivati dalla neo nominata presidente del Tribunale di Vibo, Abigail Mellace che ha ricordato «l'eredità immensa e meravigliosa di competenza, stima e affetto» che Falvo lascia negli uffici vibonesi e la svolta storica che ha saputo imprimere al suo ufficio sia nella produttività che nell'aver creato una squadra forte e coesa. La sua procura, ha detto Mellace, «ha intercettato la domanda di giustizia nonostante le criticità».

Il prefetto di Vibo, Anna Aurora Colosimo, ha ricordato la squadra-Stato creta a Vibo dal procuratore. «Quando le Istituzioni camminano su gambe come quelle del procuratore la gente è spinta a fidarsi».
Grande affetto per il magistrato è stato espresso dal personale amministrativo, dalla polizia giudiziaria e dai suoi sostituti: «Oggi dobbiamo dirti ciao ma prima di tutto dobbiamo dirti grazie per averci trasmesso sicurezza e fiducia».
Anche la società civile si è espressa attraverso il referente regionale di Libera Giuseppe Borrello: «Dobbiamo ringraziare lei, procuratore, e gli uomini e donne delle forze dell’ordine perché se per voi è lavoro, per noi è la vita».