I “veleni” di Cessaniti, l’ex sindaco Francesco Mazzeo opta per un processo con rito abbreviato
La richiesta è stata formalmente avanzata stamane nella nuova udienza preliminare dopo il precedente rigetto da parte del gup del patteggiamento proposto da accusa e difesa ma con una pena ritenuta troppo esigua a fronte di 12 capi d’imputazione e 28 parti civili
Nuova udienza preliminare dinanzi al gup del Tribunale di Vibo Valentia, Luca Bertola, per il procedimento penale che vede imputato l’ex sindaco di Cessaniti, Francesco Mazzeo, chiamato a rispondere dei reati di calunnia aggravata, sostituzione di persona, diffamazione, violazione di sigilli, violazione della pubblica custodia di cose. Dopo il rigetto da parte dello stesso giudice della richiesta di patteggiamento – avanzata dalla difesa con l’accordo del pm Eugenia Belmonte – in quanto giudicata troppo bassa la pena a 2 anni proposta, il difensore di Mazzeo, l’avvocato Antonello Fuscà, ha oggi avanzato richiesta di un processo con rito abbreviato per il proprio assistito. Rito alternativo che consente un processo allo stato degli atti ma, soprattutto, uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna.
Una richiesta che verrà accettata dal gup prima della fissazione della nuova udienza – 24 settembre – astenendosi poi però lo stesso giudice dal processo in quanto incompatibile avendo già rigettato il patteggiamento. Sarà quindi un nuovo giudice a dover celebrare – dopo l’ammissione – il processo con rito abbreviato con imputato Francesco Mazzeo che avrà inizio il 24 settembre con la discussione della pubblica accusa. Da ricordare che la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex sindaco di Cessaniti era stata avanzata dal pm, Filomena Aliberti, il 25 febbraio 2025.
Francesco Mazzeo, dimissionario il 18 agosto 2023 a seguito di due articoli della nostra testata che davano conto delle risultanze investigative della Dda di Catanzaro sulla sua amministrazione per come contenute nell’inchiesta Maestrale-Carthago, è stato oggetto di indagini da parte dei carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia (Norm), intenzionati a fare luce su numerosi esposti anonimi che non hanno risparmiato nessuno: sacerdoti, rappresentanti delle istituzioni, commissari prefettizi avvocati, politici e cittadini. I capi d’imputazione elevati dalla Procura di Vibo nei confronti di Francesco Mazzeo sono ben 12, mentre le persone offese individuate dal pm sono 28 e si sono già tutte costituite parti civili. Da ricordare che a Francesco Mazzeo viene contestato anche il reato di violazione della pubblica custodia di cose e violazione di sigilli in quanto all’atto del sequestro del telefonino sarebbe riuscito ad accedere da remoto al proprio cellulare cancellando i dati contenuti nello smartphone al fine di eludere le indagini sul suo conto.