“Ghirlande” di munnezza lungo le strade vibonesi, lo sconforto di un lettore: «Vivo fuori e quando torno mi vergogno»
Dai rifiuti che riemergono nelle cunette dopo lo sfalcio ai sacchi finiti sulla carreggiata: lo spettacolo di un degrado che resta negli occhi dei turisti. La denuncia di un automobilista che chiede controlli più incisivi contro inciviltà e comportamenti pericolosi
L’immondizia lungo le strade vibonesi è uno scempio che d’estate aumenta in maniera esponenziale anche il carico di vergogna. Immaginare cosa possano pensare di questo degrado le migliaia di turisti che popolano soprattutto la costa incrementa il disagio di tutti quei cittadini - fortunatamente la stragrande maggioranza - ai quali non verrebbe mai in mente di lanciare un sacchetto di spazzatura dall’auto in corsa. Eppure sono ancora troppi gli incivili che lo fanno, visto che, quando l’erba viene sfalciata ai lati della carreggiata, viene riportata alla luce una lunga teoria di rifiuti. Ghirlande di munnezza che si dipanano lungo molte strade vibonesi, con grande scorno per chi ama la propria terra. Per testimoniare questo sentimento di mortificazione, riportiamo una lettera inviata da un lettore de Il Vibonese. Non è l’unica e non sarà di certo l’ultima, ma riassume efficacemente una situazione triste e frustrante che purtroppo non accenna a cambiare.
La lettera
A scrivere è «un automobilista imbufalito e stanco», residente nella provincia di Vibo Valentia ma costretto per lavoro a trascorrere lunghi periodi fuori regione e anche all’estero. Una circostanza che, racconta, rende ancora più stridente il confronto ogni volta che torna a casa: «Proprio per questo, ogni volta che torno, trovo ancora più difficile accettare lo stato di degrado e di scarsa sicurezza che caratterizza alcune delle nostre strade».
Rifiuti ai bordi della provinciale e sacchi sulla carreggiata
La segnalazione riguarda in particolare la strada provinciale che collega Vibo Valentia al bivio del campo d’aviazione, percorsa quotidianamente da un gran numero di automobilisti.
«Lungo i bordi delle cunette e della carreggiata - scrive il lettore - si trovano rifiuti abbandonati, con concentrazioni particolarmente evidenti in alcuni punti». Non soltanto un problema di decoro, perché in determinate circostanze la spazzatura finisce per trasformarsi in un potenziale ostacolo per chi guida.
«Questa mattina - prosegue - erano presenti alcuni sacchi di grandi dimensioni direttamente sulla corsia in direzione sud, con un evidente rischio anche per la sicurezza degli automobilisti». E non si tratterebbe di una situazione circoscritta a poche decine di metri: «Dopo alcuni tratti relativamente puliti, arrivando verso Vibo Valentia lo scenario torna nuovamente a essere indecoroso, con sporcizia presente su entrambi i lati della strada».
Un degrado che diventa particolarmente evidente proprio dopo lo sfalcio della vegetazione, quando bottiglie, plastica, sacchetti e altri rifiuti gettati nel tempo nelle cunette tornano allo scoperto. Testimonianza plastica di un’inciviltà tanto difficile da comprendere quanto, evidentemente, ancora molto diffusa.
«Periferie considerate come appartenessero a un ente alieno»
Nel mirino del lettore finisce anche la scarsa attenzione che, a suo giudizio, viene riservata alle aree più periferiche. «Quanto alle amministrazioni locali - afferma -, francamente sembra spesso che le periferie dei loro territori siano considerate quasi come appartenessero a un ente alieno. Vibo Valentia, sotto questo aspetto, rappresenta purtroppo un esempio evidente di abbandono e scarsa attenzione al territorio».
Il problema non è soltanto estetico. Un territorio sporco trasmette un’immagine di incuria ai residenti e a chi lo visita, ma quando sacchi e altri materiali raggiungono la sede stradale il degrado finisce per intrecciarsi direttamente con il tema della sicurezza. Ed è proprio su questo secondo fronte che la lettera allarga la denuncia.
Cellulare alla guida, l’altro allarme
«A questo problema vorrei aggiungerne un altro, ancora più grave: la sicurezza stradale e l’utilizzo del cellulare alla guida», scrive l’automobilista.
Un comportamento che il lettore sostiene di osservare con sempre maggiore frequenza: «Ormai è diventato quasi normale vedere automobilisti che percorrono queste strade con il cellulare tenuto in una mano e l’altra sul volante, come se fosse un comportamento assolutamente normale. Non lo è. È pericoloso, irresponsabile ed è espressamente vietato dal Codice della strada».
Da qui la richiesta di rafforzare la presenza e i controlli sulla viabilità: «Ritengo che Questura, Prefettura e Forze dell’ordine debbano attuare una vera politica di tolleranza zero, con controlli mirati e continui. Non servono soltanto campagne informative: serve la certezza dei controlli e delle sanzioni».
Il lettore richiama quindi i numerosi incidenti registrati sulle strade del territorio, precisando però di non voler stabilire automatismi sulle cause: «Non è corretto attribuire automaticamente ogni incidente alla distrazione, ma è altrettanto evidente che comportamenti come l’utilizzo del cellulare, fumare o compiere altre azioni che distolgono l’attenzione dalla guida possono trasformare una semplice distrazione in una tragedia».
Il nodo, sottolinea ancora, non sarebbe dunque l’assenza delle norme, quanto la necessità di farle rispettare: «Il Codice della strada già punisce questi comportamenti. Il problema è far rispettare concretamente le regole».
«Degrado e sicurezza sono due facce dello stesso problema»
Nella lettera i due temi finiscono così per convergere. Da una parte l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, dall’altra comportamenti alla guida che aumentano i rischi per tutti.
«È difficile pensare che si possa parlare seriamente di sicurezza stradale mentre, da una parte, si lasciano rifiuti sulla carreggiata e, dall’altra, si assiste quotidianamente a persone che guidano utilizzando il cellulare».
L’appello è rivolto sia agli enti chiamati alla cura e alla pulizia del territorio sia alle autorità competenti sul fronte dei controlli: «Mi auguro che possiate richiamare l’attenzione delle Forze dell’ordine statali, della Questura e della Prefettura, affinché vengano intensificati i controlli sia sull’abbandono dei rifiuti sia sui comportamenti pericolosi alla guida».
Infine, una considerazione che restituisce tutta l’amarezza di chi continua a guardare a questi fenomeni senza volersi rassegnare: «Confido nel vostro lavoro perché, in una provincia che troppo spesso sembra rassegnata al degrado e all’inciviltà, l’informazione può ancora rappresentare uno degli ultimi baluardi di civiltà e di controllo del territorio».