Filadelfia, senza gambe e “prigioniero” nella casa Aterp: ascensore fermo dal 2006, interviene il Comune
Nonostante le diffide l’Azienda regionale non è intervenuta. L'Amministrazione comunale guidata da Anna Bartucca stanzia i fondi d'urgenza per ripristinare l'impianto e garantire la mobilità di un 70enne che ha dovuto subire l’amputazione degli arti inferiori a causa del diabete
Un ascensore installato ma mai entrato in funzione dal 2006 e un cittadino di 70 anni, ex vigile urbano, costretto a vivere "sequestrato" in casa propria al secondo piano di uno stabile Aterp. È la vicenda che arriva da Filadelfia, dove un uomo, a seguito dell'amputazione di entrambi gli arti inferiori dovuta a complicanze legate al diabete, è rimasto per mesi nell'impossibilità di uscire autonomamente dalla propria abitazione.
Per recarsi in ospedale per le necessarie medicazioni settimanali, l'uomo doveva fare affidamento sulla forza fisica di amici e familiari, che lo trasportavano di peso lungo le scale. Una situazione di stallo che si è sbloccata solo grazie all'intervento dell'Amministrazione comunale, che ha deciso di farsi carico dei costi di riparazione nonostante la competenza dell'immobile sia dell'azienda regionale per l'edilizia residenziale.
L’azione legale e il silenzio di Aterp
A sollevare il caso è stato l'avvocato Carlo Borello, del Foro di Roma ma originario di Filadelfia, che a settembre ha ricevuto l'incarico dal pensionato. «Il mio assistito non ce la faceva più a chiedere aiuto – spiega il legale – era praticamente prigioniero. Come primo atto ho inviato una diffida all'Aterp, che non ha mai risposto. Ho quindi segnalato il caso alla Prefettura di Vibo Valentia, che ha attivato un'interlocuzione con il Comune».
Secondo quanto ricostruito dall'avvocato, l'Aterp avrebbe giustificato il mancato intervento con la necessità di ripartire le spese tra i condomini, poiché alcuni appartamenti sono stati riscattati. «Ma non c'era tempo da perdere – conclude Borello – la sindaca ha reperito i 5mila euro necessari. Mi domando come sia possibile che l'ente gestore non potesse permettersi una spesa simile per garantire un diritto fondamentale».
L'intervento del Comune
La sindaca di Filadelfia, Anna Bartucca, ha deciso di intervenire direttamente stanziando fondi d'emergenza. Già oggi, la ditta specializzata incaricata inizierà i lavori per mettere in funzione l'impianto.
«Pensare che un cittadino debba essere portato di peso dai parenti per fare una visita medica non è accettabile – dichiara la sindaca a Ilvibonese.it –. L'ascensore non è un lusso, ma uno strumento per abbattere le barriere architettoniche. Aterp ha effettuato un sopralluogo ma poi non si è mossa».
L'amministrazione ha chiarito che, qualora i fondi stanziati non dovessero bastare, i membri della giunta sono pronti a intervenire con le proprie indennità: «Abbiamo agito d'urgenza perché era un dovere morale di coscienza. Non so se faremo un'azione di rivalsa verso l'Aterp, lo valuteremo in seguito. Ora la priorità era restituire dignità a un nostro concittadino che ha già subito il dramma della malattia».