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24/01/2026 ore 06.15
Cronaca

Femminicidio a Mileto: una famiglia perbene, la passione per le armi e poi la violenza cieca

VIDEO | L’omicidio-suicidio che si è consumato ieri nel Vibonese non è maturato in un contesto degradato. Il commercialista Pasquale Calzone ha ucciso la moglie Maria Assunta Currà, dalla quale era separato da mesi, dopo l’ennesima lite. Lo sgomento della comunità

di Giuseppe Currà

Sgomento, costernazione, profonda tristezza, questo il clima che si respira a Mileto dopo l'omicidio-suicidio registratosi nel pomeriggio di ieri. Una tragedia immane, che getta nella disperazione due famiglie perbene e che ha sconvolto l'intera comunità. Il tutto è avvenuto in via Giuseppe Di Vittorio, in una zona densamente abitata, nella casa in cui fino allo scorso mese di agosto vivevano i coniugi Pasquale Calzone (63 anni) e Maria Assunta Currà (55 anni), sposati con un figlio residente a Torino. Una coppia come tante, stimata, benvoluta da tutti e apparentemente felice e unita, che a un certo punto è però entrata in crisi. Da lì la separazione e la decisione della donna di trasferirsi in Toscana, dove viveva una delle sorelle.

In questi giorni era ritornata in Calabria, pronta a risiedere a Vibo Valentia. A Mileto era venuta per raccogliere le sue ultime cose. Dai primi riscontri e dalle risultanze degli investigatori sembra confermata la dinamica del femminicidio, con il marito che prima uccide a colpi di pistola la moglie e poi rivolge l’arma verso se stesso e si toglie la vita. Una pistola regolarmente detenuta dall’uomo che era appassionato di armi.

La tragedia si è presumibilmente consumata alle 14.30, ora in cui una vicina ha sentito due spari, a cui hanno fatto seguito un grido di donna e altri quattro colpi di pistola. Dettagli a cui in quel momento il testimone non ha fatto caso. A scoprire i due corpi, uno accanto all'altro, in una sorta di ultimo disperato abbraccio e in un lago di sangue, è stato alle 17 circa il fratello dell'uomo, apprezzato docente e professionista, preoccupatosi del fatto che da alcune ore non rispondeva al telefono. Con lui condivideva uno studio di commercialista.

Sul posto sono subito accorsi i carabinieri, gli uomini della scientifica ei medici legali, a lavoro nel luogo dell'accaduto fino a tarda notte. In quei frangenti a portare conforto ai familiari sono giunti anche il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, e il sindaco Salvatore Fortunato Giordano. Spauriti, invece, stazionavano nei pressi dell'abitazione i due gatti di Pasquale Calzone.

I corpi esanimi dei due coniugi sono stati trasportati presso l'obitorio dell'ospedale Jazzolino verso la mezzanotte, in attesa che venga disposta l'autopsia. L'omicidio-suicidio si è consumato a piano terra. Nella tarda mattinata, qualche ora prima, qualcuno giura di aver intravisto i due sul balcone di casa, con uno di loro intento a stendere i panni. Il vestiario rimane ancora lì, una sorta di mesta bandiera, emblema dell’ennesimo femminicidio italiano maturato non in un contesto di degrado ma nella spaventosa normalità di una famiglia perbene.