Farmaci scaduti e anziani in sovrannumero: blitz della Polizia locale in una casa di riposo abusiva a Vibo
Undici anziani ospitati invece dei sei consentiti, psicofarmaci somministrati da addetti alle pulizie e alimenti scaduti in freezer. L'intervento porta alla luce una situazione definita dagli stessi inquirenti «allarmante»
In apparenza doveva essere una struttura accogliente e discreta, una «comunità familiare» destinata ad ospitare pochi anziani. Ma dietro la porta di un appartamento residenziale si celava una realtà ben diversa. Un intervento della Polizia Locale di Vibo Valentia ha portato alla luce una situazione definita senza mezzi termini «allarmante».
L’operazione è scattata «a seguito di diverse segnalazioni da parte di cittadini» e ha coinvolto, oltre agli agenti, anche gli ispettori dell’Asp e gli assistenti sociali del Comune. Una volta entrati nell’immobile, i controlli hanno rivelato come «la struttura ospitava quasi il doppio del limite massimo di sei previsto dalla legge regionale». Gli anziani presenti erano undici: «nove all’interno dell’appartamento e altri due momentaneamente ricoverati in ospedale».
Il quadro emerso è grave sotto molteplici aspetti, a partire dalla gestione sanitaria. All’interno della struttura, infatti, «erano stoccati farmaci di ogni tipo, dai comuni antidolorifici agli psicofarmaci», conservati in una credenza accessibile a chiunque. Ancora più inquietante il fatto che «molti di questi sono risultati scaduti da anni», con date che risalivano addirittura al 2020.
Ma la criticità maggiore riguarda la somministrazione delle cure: «A somministrare pillole e gocce non era personale infermieristico qualificato», bensì dipendenti addetti alle pulizie e alla cucina, «che detenevano le chiavi degli armadietti dei farmaci senza averne alcun titolo professionale». Una gestione completamente fuori dalle norme, che esponeva gli ospiti a rischi sanitari gravissimi.
Non meno preoccupante la situazione riscontrata nella dispensa. Durante le verifiche, sono stati trovati e sequestrati «numerosi prodotti alimentari conservati all’interno di un congelatore nel corridoio, privi di tracciabilità e in molti casi già scaduti». Una condizione incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza alimentare.
Le ipotesi di reato sono pesanti: si parla «di esercizio abusivo della professione sanitaria alla detenzione di medicinali guasti», e di «falsità ideologica per aver dichiarato al Comune requisiti non corrispondenti al vero». Nel frattempo, l’Asp ha già provveduto a «isolare e sigillare i farmaci pericolosi», mentre i Servizi Sociali hanno avviato «le procedure per il monitoraggio degli anziani».
L’operazione rappresenta, si legge nella nota diffusa dopo l’operazione, «un punto importante nel contrasto all’abusivismo nel settore dell’assistenza ai fragili», un fenomeno che, come sottolineato, «mette a rischio la vita degli anziani per massimizzare i profitti dei gestori».