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21/09/2026 ore 10.38
Cronaca

Ex Statale 522, la fioraia costretta a tenere il conto dei morti sulla litoranea vibonese: «Stanca di mettere mazzi di fiori a bordo strada»

VIDEO - L’appello dei promotori della petizione per la messa in sicurezza della cosiddetta Strada del mare: «A tutte queste vittime ancora oggi non sappiamo dare una risposta»

di Stefano Mandarano

«Ho visto davvero troppi incidenti. Sono stanca di mettere fiori per le vite spezzate su questa strada». Maria Turiano si definisce una fioraia di campagna. Il suo negozio sorge lungo l’ex Statale 522, oggi provinciale n. 95, proprio di fronte a uno dei punti più critici del tracciato della cosiddetta Strada del mare: il crocevia dal quale ci si immette verso Punta Safò da un lato e Paradisoni dall’altro.

Ma l’intera arteria che si snoda da Pizzo a Tropea e Ricadi - biglietto da visita e porta d’ingresso alle assolate località turistiche della Costa degli Dei - oggi si presenta come una lunga striscia d’asfalto malmesso, punteggiata da scarsa segnaletica, vegetazione spontanea invadente e sempre più lapidi commemorative ai suoi bordi.

Domenica di sangue

Nel corso dell’estate appena trascorsa c’è una data, in particolare, che ha segnato il tragico destino di due persone, coinvolte in altrettanti incidenti separati solo da poche ore e pochi chilometri: domenica 9 agosto. Quel giorno, a causa di uno scontro frontale avvenuto nei pressi di Sant’Irene, a Briatico, perdeva la vita Angelina Nociti, 77 anni, originaria di Spezzano Albanese. Quattro i feriti nello stesso incidente. Qualche ora dopo, nell’impatto tra la sua moto e un’auto, avvenuto nei pressi del bivio di San Leo, a Briatico, il 40enne Gabriele Alviano riportava traumi che, a distanza di poco più di 24 ore, si riveleranno fatali. L’autista-soccorritore del 118 muore la sera del 10 agosto all’ospedale di Catanzaro.

Gabriele Alviano non ce l’ha fatta: morto l’autista soccorritore del 118 ferito nell’incidente a Briatico

«Stanchi di contare i morti»

Sono gli ultimi nomi su un doloroso elenco di cui la stessa Maria ha memoria fin dagli anni ’90 e ancor prima. Ora, la “fioraia di campagna” è stanca di contare i morti. Insieme a Pino Alviano, da diversi anni, ha dato vita al “Comitato pro rotatoria incrocio ex SS522-SP95-Comunale Paradisoni-Punta Safò-Punta Scrugli”. La loro pagina social è una lunga sequenza di incidenti stradali, più o meno gravi, e appelli alla prudenza.

«Questo è un incrocio molto critico - spiega Pino Alviano, familiare di Gabriele, l’ultima vittima della strada - dove negli anni sono avvenuti moltissimi incidenti, mortali e non. Ci siamo appellati alla Provincia in tantissime occasioni e a vari presidenti, ma sempre senza esito. Ora abbiamo lanciato una raccolta firme appellandoci alle Istituzioni, non solo per la rotatoria ma per l’intero tracciato della ex SS522. C’è, purtroppo - aggiunge Alviano -, anche un certo scetticismo da parte di chi dice che la responsabilità maggiore è degli automobilisti. È vero che c’è una certa indisciplina, ma se mancano le condizioni minime di sicurezza i rischi aumentano ancora di più».

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Le associazioni fanno fronte comune

La storica battaglia del Comitato pro rotatoria ha incontrato il convinto sostegno del Forum del terzo settore, guidato da Pino Conocchiella, che, insieme all’Associazione italiana familiari e vittime della strada, Aido Briatico, Croce rossa Costa degli Dei e Vibo Valentia, Prociv Augustus e Gruppo Rinascita per Zambrone ha trasformato questa singola rivendicazione in una petizione che punta alla riclassificazione dell’intera arteria stradale e il suo ritorno sotto l’egida dell’Anas o della Regione.

Pino è il papà di Tania Conocchiella, deceduta a seguito di un incidente stradale avvenuto alle porte di Vibo nell’agosto del ’99. Dalla donazione dei suoi organi, nuove speranze scaturirono per altre otto persone. «Tutte le vittime ci chiedono “perché?”. E noi, ancora oggi, non abbiamo una riposta al perché loro non ci sono più - afferma papà Pino -. Non diciamo che la colpa è solo delle condizioni della strada, ma certamente diciamo che la strada dovrebbe essere l’ultima rete di salvezza per chi sbaglia e magari si distrae alla guida, o non rispetta i limiti di velocità. Non pretendiamo di affibbiare responsabilità a nessuno se non quella, a chi è nelle condizioni di farlo, di mettersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione per mettere la ex 522 in condizioni di salvare anche una singola vita umana».

Conocchiella non ha dubbi, la strada del mare deve tornare a essere «un’arteria secondaria di categoria C per garantire condizioni di sicurezza anche di fronte ad un’eventuale disattenzione del guidatore. Chiediamo quindi alla Regione e al Ministero, visto che la Provincia non ha le risorse di intervenire, di rendere il Codice della strada davvero applicabile ed efficace anche qui. Oggi, conclude, volendo rispettare le regole di sicurezza, questa strada dovrebbe essere percorsa a non più di 30 chilometri orari. Allora la domanda è: ma è una strada o una mulattiera?».

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Il contenuto della petizione

La petizione, cui si può aderire online e presto anche di persona attraverso banchetti fisici che saranno allestiti dai promotori, è indirizzata al ministero delle Infrastrutture e all’Anas, ai presidenti di Regione Calabria e Provincia di Vibo, al prefetto, ai sindaci dei comuni interessati, al deputato Giuseppe Mangialavori e al consigliere regionale Vito Pitaro.

Ponendo in premessa l’elevata incidentalità e pericolosità, il grave stato di abbandono, l’assenza di segnaletica, la mancanza di manutenzione, nonché l’importanza del collegamento dal punto di vista strategico e turistico, si chiede «la riclassificazione formale della SP 95 (ex SS 522), aderente alla definizione del CdS, come “Strada extra urbana secondaria di categoria C”; che la stessa torni all'Anas Spa o passi in gestione diretta della Regione Calabria, anche se non ancora definita la rete delle Strade regionali, vista l’impossibilità economica di ammodernamento e gestione da parte della Provincia di Vibo Valentia; un piano straordinario e immediato di messa in sicurezza che preveda il rifacimento totale del manto stradale, il ripristino completo della segnaletica orizzontale e verticale e la manutenzione e pulizia corretta delle pertinenze stradali».

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