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30/08/2026 ore 22.16
Cronaca

Esplosione nel B&B di Mileto, il Sindacato italiano militari celebra i due carabinieri che sfidarono le fiamme: «Intervento provvidenziale»

I due giovani militari, un uomo e una donna fuori servizio, furono tra i primi a intervenire dopo il boato nella struttura dove era ospitata la famiglia slovena: «Il senso del dovere va oltre l’orario di lavoro»

di Redazione

Il boato, poi le fiamme e quei pochi istanti nei quali bisognava decidere cosa fare. Due giovani carabinieri, un uomo e una donna, liberi dal servizio e presenti sul posto, non hanno esitato a intervenire nell’incendio divampato il 25 agosto al B&B Villa Mary di Mileto, dove una famiglia di turisti sloveni è stata investita dall’esplosione e dal successivo rogo. Un intervento per il quale oggi arriva il pubblico apprezzamento della Segreteria provinciale del SIM Carabinieri di Vibo Valentia, che parla di «eroismo» e di un gesto che testimonia come «il senso del dovere e la tutela dei cittadini vadano ben oltre il semplice orario di lavoro».

I due militari, in forza rispettivamente alle Stazioni di San Costantino Calabro e Vibo Valentia, secondo quanto ricostruito dal sindacato, dopo avere avvertito il violento scoppio sono accorsi senza attendere l'arrivo dei mezzi di soccorso, entrando nella struttura interessata dall'incendio e invasa dal fumo per aiutare le persone coinvolte.

Un intervento che si inserisce nei drammatici momenti immediatamente successivi alla deflagrazione. Come già ricostruito da Il Vibonese, i carabinieri furono tra i primi a prestare soccorso, tentando anche di contrastare le fiamme con un estintore.

Esplosione a Mileto, restano gravissime le condizioni della piccola Ema e di mamma Izidor. Il papà non ce l’ha fatta

Il SIM: «Intervento provvidenziale»

Il SIM Carabinieri sottolinea in particolare il ruolo svolto dai due colleghi nel mettere in salvo la bambina di dieci anni e nell'attivare immediatamente la macchina dei soccorsi.

«Manifestiamo grande apprezzamento per il gesto compiuto dai colleghi – afferma la Segreteria provinciale del SIM Carabinieri di Vibo Valentia – a testimonianza di quanto il senso del dovere e la tutela dei cittadini vadano ben oltre il semplice orario di lavoro, rappresentando un presidio di sicurezza costante per la collettività».

Parole che arrivano a pochi giorni da una tragedia che ha profondamente colpito Mileto e l'intero Vibonese. La famiglia slovena si trovava nella struttura ricettiva quando si è verificata l'esplosione. Padre, madre e figlia di dieci anni erano stati inizialmente trasportati all'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e successivamente trasferiti in centri specializzati per grandi ustionati a Palermo, Catania e Bari.

Il padre morto, madre e figlia ancora gravissime

Il quadro si è aggravato il 27 agosto, quando il padre 48enne è morto nel Centro grandi ustionati di Palermo a causa delle gravissime conseguenze riportate. La moglie e la piccola Ema, 10 anni, continuano invece a lottare per la vita, ricoverate rispettivamente a Catania e Bari. Le loro condizioni restano estremamente gravi.

La tragedia ha spinto il Comune di Mileto a proclamare il lutto cittadino e a sospendere gli eventi civili previsti nell'ambito della festa patronale di San Fortunato Martire. Una comunità ancora scossa da quanto accaduto e stretta attorno alla famiglia coinvolta.

Resta intanto aperto il fronte investigativo. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia sta conducendo gli accertamenti per ricostruire con esattezza le cause e la dinamica dell'esplosione, mentre la struttura è stata posta sotto sequestro nell'ambito degli approfondimenti disposti dopo l'incendio.