Esplosione a Mileto, restano gravissime le condizioni della piccola Ema e di mamma Izidor. Il papà non ce l’ha fatta
Sono entrambe in pericolo di vita, ricoverate nei centri per grandi ustionati di Puglia e Sicilia. La bambina di 10 anni ha bruciature sul 100% del corpo. Madre e figlia sono intubate e in Rianimazione. Decisive le prossime ore
Mamma e figlia continuano a lottare tra la vita e la morte, mentre il papà non ce l’ha fatta. È il dramma della famiglia slovena rimasta coinvolta nell’esplosione e nel successivo incendio al B&B Villa Mary di Mileto. Ema, appena 10 anni, e la mamma Izidor, 44 anni, sono ricoverate in condizioni gravissime nei Centri Grandi Ustionati di Bari e Catania. Iamnik Kobolt, 48 anni, è invece morto dopo 36 ore di agonia a Palermo.
È morto il 48enne rimasto ferito nell’esplosione in un B&B di Mileto: gravissime la bimba e la madreLa piccola Ema è ricoverata in terapia intensiva in Puglia. È intubata e le sue condizioni restano disperate. Le ustioni di secondo e terzo grado interessano il 100 per cento della superficie corporea. I medici del Centro Grandi Ustionati continuano a sottoporla quotidianamente alle cure specialistiche necessarie per fronteggiare le gravissime conseguenze dell’incendio.
A Catania, nel Centro Grandi Ustionati dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro, combatte la sua battaglia anche la mamma. Izidor ha riportato ustioni di secondo e terzo grado su circa il 90 per cento del corpo. È ricoverata in Rianimazione, intubata e con prognosi riservata.
L’incendio li ha sorpresi all’interno dell’appartamento dove la famiglia stava trascorrendo una vacanza. Una fuga di gas, poi l’esplosione e le fiamme. Una sequenza drammatica consumatasi in pochi istanti e che ha lasciato senza parole i testimoni, ancora sotto choc per quanto accaduto.
Per Iamnik, trasferito a Palermo nel tentativo di salvargli la vita, non c’è stato nulla da fare. Il suo cuore ha cessato di battere dopo 36 ore. La notizia ha gettato nel dolore la comunità di Mileto, che ora guarda con apprensione a Bari e Catania, dove Ema e Izidor continuano a combattere.
In paese sono in tanti a pregare per la bambina e per la sua mamma. Molti si affidano a Mamma Natuzza.
Nel frattempo, le autorità hanno avviato i contatti con quelle slovene per le procedure necessarie al rimpatrio della salma di Iamnik Kobolt.