Sezioni
31/08/2026 ore 18.29
Cronaca

Elezioni a Cologno Monzese e corruzione, coinvolto l’ex consigliere comunale di Briatico Fausto Arena

Il noto commercialista vibonese nel mirino della Procura di Monza. Il suo nome è legato all’inchiesta “Panta Rei” sugli scandali all’Università di Messina e alle polemiche per la sua surroga in Consiglio dopo l’arresto

di Giuseppe Baglivo

Tocca anche il Vibonese l’inchiesta della Procura di Monza sul c.d. “Sistema Cologno”, che mira a far luce sulla presunta corruzione per voto di scambio che vede al centro l’ex sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi. Tra gli indagati figura infatti anche Fausto Arena, 54 anni, commercialista, già consigliere comunale di Briatico prima della surroga per il suo arresto nella nota operazione “Panta Rei” scattata nel dicembre 2000 per far luce sugli scandali all’Università di Messina. Gli indagati dell’inchiesta della Procura di Monza erano inizialmente 17, ma con la conclusione delle indagini preliminari scendono a 13 essendo nel frattempo caduta l’accusa di associazione a delinquere.

Le accuse nei confronti di Fausto Arena

Il Tribunale del Riesame ha ritenuto Fausto Arena gravemente indiziato del delitto di corruzione, commesso a Cologno Monzese dal mese di agosto 2020 sino al mese di luglio dell'anno 2022. Secondo l'imputazione cautelare, Angelo Rocchi, sindaco uscente del Comune di Cologno Monzese, ricandidatosi alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020, “in cambio delle condotte di procacciamento di voti e di finanziamento elettorale poste in essere da Fausto Arena, avrebbe promesso, una volta riconfermato sindaco, di utilizzare i poteri connessi al proprio ruolo istituzionale per orientare risorse in favore del ricorrente Arena. In particolare, Rocchi – si legge nel capo di imputazione – avrebbe promesso di nominare quale assessore una persona indicata da Fausto Arena, di conferire poi ad Arena incarichi a contratto, consulenze e collaborazioni esterne, intervenendo anche per facilitare in suo favore affidamenti diretti e fiduciari di servizi legali o per turbare l'esito di concorsi pubblici indetti dal Comune di Cologno Monzese in favore di conoscenti di Arena”.

La Cassazione sul ricorso di Fausto Arena

Il Tribunale del Riesame di Milano ha applicato nei confronti di Fausto Arena la misura interdittiva del divieto di esercitare l'attività professionale di commercialista, in quanto «l'attività professionale di Arena ha rappresentato la spinta a concludere l'accordo corruttivo, così traendo vantaggi nel proprio ambito professionale». Tale valutazione sulla misura interdittiva, però, secondo la Cassazione, non è conforme alla legge poiché l'esigenza cautelare che il Tribunale di Milano ha inteso tutelare è “il pericolo dell'alterazione dell'esercizio imparziale della pubblica funzione a mezzo della conclusione da parte del ricorrente Arena di accordi illeciti con esponenti politici e pubblici funzionari operanti in ambito comunale. L'attività professionale del ricorrente Arena, tuttavia – sostiene la Cassazione – non risulta essere mai stata strumento diretto dei delitti di corruzione contestati in sede cautelare. La corruzione, secondo il Tribunale, è, infatti, stata realizzata dal ricorrente Arena non mediante la propria attività lecita di commercialista, ma al fine di procacciarsi occasioni di incarichi professionali”. Da qui l’annullamento senza rinvio dell'ordinanza del Riesame, limitatamente però alla sola misura interdittiva della sospensione dall'esercizio della professione di commercialista. Per tutto il resto il ricorso di Fausto Arena è stato invece rigettato. 

Le accuse per gli altri indagati

Angelo Rocchi, 62 anni, è accusato in qualità di sindaco di Cologno Monzese. Un ruolo che ha ricoperto dal 2015 all’anno 2020 con il partito della Lega. Rieletto primo cittadino, la sua giunta comunale era caduta nel 2022 per divergenze all’interno della maggioranza. Nel 2023 Rocchi si era ripresentato con una propria lista indipendente, sfiorando la riconferma al ballottaggio. E’ attualmente consigliere di minoranza. Secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, l’allora sindaco Rocchi avrebbe "asservito la sua funzione agli interessi di privati professionisti e imprenditori" che l’avrebbero foraggiato nelle campagne elettorali attraverso la corruzione e la turbativa d’asta, oltre che all’emissione di false fatture, che avrebbero coperto le presunte tangenti, versate attraverso pagamenti di consulenze. Tra gli indagati anche il costruttore brianzolo Fabrizio Chiesa, 47 anni, consigliere comunale leghista nella prima e seconda Giunta di Angelo Rocchi. Secondo l’accusa Chiesa, in cambio di una tangente, avrebbe permesso ad un costruttore di realizzare l’intervento edilizio, prorogando il termine di decadenza, che invece era già scaduto, con le volumetrie maggiori previste da un vecchio Pgt. Per Fausto Arenaconsulente fiscale e del lavoro a Cologno – nel caso in cui al ballottaggio del 2023 non avesse prevalso Stefano Zanelli, pare che fosse già pronto un incarico da assessore al Bilancio. Il tutto con vicesindaco lo stesso Rocchi, visto l’accordo di apparentamento (per come riportato dai giornali locali) siglato dopo il primo turno elettorale.

Fausto Arena e il “caso” Briatico

Fausto Arena a Briatico e nel Vibonese è un nome molto noto per via degli incarichi pubblici ricoperti e per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Panta Rei”. Eletto nel 1997 consigliere comunale di maggioranza a Briatico con la lista dei Socialisti Italiani-Laburisti (amministrazione guidata all’epoca dal sindaco Antonio Casuscelli Di Tocco), per come riportato anche a pagina 61 della relazione di scioglimento degli organi elettivi del Comune di Briatico per infiltrazioni mafiose (marzo 2003, amministrazione con sindaco Costantino Massara), “il consigliere comunale Fausto Arena è stato tratto in arresto nel dicembre 2000 nell’operazione Panta Rei della Dda di Messina. Operazione che lo vide soggiacere alla custodia cautelare preventiva per 24 mesi. La vicenda di Fausto Arena sollevò polemiche – sottolinearono testualmente i componenti della Commissione di accesso agli atti – in relazione alle parole di solidarietà espresse, nei confronti della sua famiglia, in sede di Consiglio comunale dall’allora consigliere di minoranza Lidio Vallone”, quest’ultimo all’epoca anche assessore alla Provincia di Vibo Valentia.
Sul “caso Briatico” intervennero all’epoca, a più riprese, anche i componenti della Commissione parlamentare antimafia Saverio Di Bella e Angela Napoli. Decaduto dal Consiglio comunale di Briatico dopo l’arresto (proprio per l’operazione “Panta Rei” della Dda di Messina - che ha svelato un sistema di favori, corruzione e infiltrazioni mafiose nel mondo accademico messinese - per la quale è stato condannato), Fausto Arena venne surrogato dal cugino, Massimo La Gamba, quest’ultimo in seguito dichiarato incandidabile dalla giustizia ordinaria in quanto vicesindaco dell’amministrazione guidata dall’allora sindaco Francesco Prestia, anche questa sciolta per infiltrazioni mafiose nel gennaio 2012. Fausto Arena è infine il fratello di Franco Arena, quest’ultimo candidato a sindaco di Briatico nelle amministrative del maggio scorso ma sconfitto dal riconfermato sindaco Lidio Vallone.