Dopo 17 anni il Comune di Vibo “sfratta” la Camera di Commercio dal Valentianum: fitto di appena 104 euro al mese
La Giunta Romeo respinge la richiesta di rinnovo del contratto e rivuole i locali del complesso di piazza San Leoluca entro il 31 ottobre. Il canone riportato nei documenti comunali ammonta a soli 1.248 euro annui. Ecco quanto pagano gli altri che hanno il Municipio come padrone di casa
Il Comune di Vibo Valentia “sfratta” la Camera di Commercio dal Valentianum. Dopo 17 anni, l'Amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo ha deciso di non rinnovare il contratto di locazione dei locali al piano terra dello storico complesso di piazza San Leoluca, disponendo l'avvio delle procedure necessarie affinché vengano restituiti liberi da persone e cose entro il prossimo 31 ottobre. Una decisione che arriva dopo la richiesta dell'ente camerale di poter continuare a utilizzare gli spazi. Ma sullo sfondo, a dominare la decisione, c’è un dato che risalta come un faro: secondo il prospetto comunale dei canoni di locazione attivi dal 2024, attualmente l'affitto ammonta ad appena 104 euro al mese, pari a 3,42 euro al giorno. Poco meno di un paio di caffè.
A stabilire il mancato rinnovo è una delibera di Giunta comunale, approvata all'unanimità e dichiarata immediatamente eseguibile. Il provvedimento esprime la volontà dell'Amministrazione di tornare in possesso dell'immobile per destinarlo ad altre finalità istituzionali, senza tuttavia specificare quali.
La richiesta della Camera di Commercio e il no del Comune
Il rapporto tra il Comune e l'ente camerale risale al 31 marzo 2009, quando venne sottoscritto un contratto di locazione per alcuni locali del Valentianum, con accesso principale da piazza San Leoluca. L'accordo prevedeva una durata di nove anni, rinnovabile per ulteriori nove, e giunge ora alla scadenza indicata del 31 ottobre 2026.
In vista di quella data, lo scorso 15 luglio la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia (sono state accorpate nel 2022), attraverso una nota firmata dal segretario generale Gregorio De Vinci e indirizzata al sindaco, aveva chiesto formalmente la disponibilità del Comune alla stipula di un nuovo contratto di locazione per continuare a utilizzare i locali al piano terra del complesso storico.
La risposta dell'Amministrazione è stata però negativa. Nella delibera si legge infatti che «è intenzione di questa Amministrazione Comunale rientrare nella piena disponibilità e possesso dell'immobile di proprietà dell'Ente alla scadenza naturale del contratto, per destinarlo a proprie e diverse finalità istituzionali».
Una posizione che la Giunta traduce in un “No” deciso al rinnovo del contratto, respingendo espressamente la richiesta presentata dall'ente camerale.
Un affitto da appena 104 euro al mese: il confronto con gli altri immobili comunali
Nel prospetto dei canoni di locazione attivi nel 2024, tra gli affitti relativi al patrimonio immobiliare dell'ente, ovviamente non figura soltanto quello della Camera di Commercio per meno di tre euro e mezzo al giorno. Una cifra che, se comparata con altri canoni di locazione, mostra in maniera ancora più evidente la discrepanza. Ad esempio, il ristorante Daffinà, a Palazzo Gagliardi, paga un canone annuo di 24.500,75 euro, pari a circa 2.042 euro al mese, cioè quasi venti volte quello della Camera di Commercio. Per i locali di Palazzo Santa Chiara utilizzati dal Sistema Bibliotecario Vibonese, oggi chiuso (anche se adesso la partita per il suo rilancio si è riaperta), il canone indicato è di 15mila euro all'anno, ovvero 1.250 euro mensili, dodici volte quello versato dall'ente camerale.
Ma il confronto può essere esteso anche ad altri immobili comunali. La Soget Spa, per i locali della propria sede a Vibo Marina, figura nelle carte di Palazzo Luigi Razza con un affitto annuo di 3.660 euro, pari a 305 euro al mese, quasi tre volte quello della Camera di Commercio. La Società Operaia di Mutuo Soccorso, per la sede di via Gagliardi, risulta invece tenuta a versare 2.400 euro annui, equivalenti a 200 euro al mese.
Persino per alcuni impianti sportivi comunali sono riportati canoni superiori: 14.990,95 euro all'anno per il campo di calcio a cinque di Sant'Aloe e 6.101,22 euro per il Palasport di Vibo Valentia.
Nello stesso Valentianum, invece, i locali concessi alla parrocchia di Santa Maria Maggiore figurano con un canone di 1.000 euro annui, circa 83 euro al mese.
Locali da liberare entro il 31 ottobre, ma per farne cosa?
Il provvedimento non si limita a comunicare la mancata disponibilità a proseguire il rapporto contrattuale. La Giunta ha infatti incaricato il responsabile del settore Patrimonio di predisporre e notificare gli atti formali necessari a comunicare il diniego alla Camera di Commercio, disponendo anche l'attivazione delle procedure per ottenere il rilascio dei locali «liberi da persone e cose entro la data di scadenza».
La deliberazione è stata inoltre dichiarata immediatamente eseguibile proprio per consentire una tempestiva comunicazione all'ente interessato.
Resta però da chiarire quale sarà la nuova destinazione degli spazi. L'Amministrazione si limita a richiamare «diverse finalità istituzionali», senza indicare nella delibera quali uffici o servizi dovrebbero essere ospitati nei locali oggi utilizzati dalla Camera di Commercio.
Quanto pagano gli altri: dagli immobili agli impianti sportivi
Il prospetto dei canoni di locazione “presumibilmente attivi nel 2024” (così recita il documento comunale aggiornato al 2026) offre uno spaccato interessante della gestione del patrimonio pubblico cittadino, con importi che variano da poche decine a migliaia di euro all'anno.
Tra gli altri immobili concessi in locazione figura quello utilizzato dal Centro di aggregazione sociale di Vibo Marina, con un canone di 2.400 euro annui, pari a 200 euro al mese. L'associazione Gruppo Invalidi Ciechi, per alcuni locali di via Ruggiero il Normanno, risulta invece tenuta a versare 1.560 euro all'anno, equivalenti a 130 euro mensili. Per i locali della Villa comunale il canone indicato è di 2.078,88 euro annui, circa 173 euro al mese.
Importi più contenuti per la Pro Loco di Vibo Marina, che per gli spazi di via Senatore Parodi figura con un canone di appena 600 euro annui, pari a 50 euro al mese.
Capitolo a parte quello degli impianti sportivi comunali. Esclusi quelli già citati, il prospetto riporta 3.660 euro annui per la piscina di Vibo Marina, 2.928 euro per il campo sportivo di Piscopio e 2.684 euro per l'ex pista di pattinaggio della Sacra Famiglia, utilizzata per il padel. Seguono il Palasport G. Naso di Vibo Marina (1.220 euro), lo Sporting Club (1.000 euro oltre Iva), il campo sportivo di Bivona (634,40 euro), i campi da tennis di viale della Pace (610 euro) e l'impianto polivalente presso le scuole di Vibo Marina (610 euro).
Infine, gli alloggi di proprietà comunale: per i venti immobili elencati nel prospetto, situati tra via C. d'Apice, via Senatore Parodi e viale delle Rose, i canoni annui oscillano tra 199,44 e 614,88 euro, vale a dire da circa 16,62 a poco più di 51 euro al mese.