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14/09/2026 ore 15.48
Cronaca

Don Mottola Medical Center di Drapia, il Tar sospende i provvedimenti dell’Asp di Vibo Valentia sulla cessazione dei ricoveri

Stop alle dimissioni dei pazienti in attesa della nuova udienza. I giudici amministrativi ordinano all’Azienda sanitaria di depositare una dettagliata relazione sui presupposti posti a fondamento della mancata proroga della permanenza nella Rsa

di Giuseppe Baglivo

Nuovi sviluppi nella vicenda dei pazienti della Rsa medicalizzata “Don Mottola Medical Center” di Sant’Angelo di Drapia. Dopo le diffide, il ricorso gerarchico e il successivo ricorso al giudice amministrativo, la seconda sezione del Tar di Catanzaro è intervenuta in sede cautelare sospendendo interinalmente l’efficacia dei provvedimenti dell’Asp di Vibo Valentia impugnati dai pazienti. L’ordinanza del Tar interessa in particolare il ricorso presentato nell’interesse dei pazienti assistiti dagli avvocati Vincenzo Loiacono, Paolo Fuduli e Vincenzo Fogliaro. Con il ricorso è stato chiesto l’annullamento delle note dell’Asp di Vibo relative alla mancata proroga o cessazione dei ricoveri, dei verbali dell’Unità di valutazione multidimensionale posti a fondamento delle determinazioni e degli eventuali atti conseguenti di dimissione, trasferimento o modifica del setting assistenziale. I legali hanno inoltre chiesto l’accertamento dell’obbligo dell’Asp di procedere, per ciascun paziente, a una nuova valutazione multidimensionale attraverso un’unità di valutazione multidimensionale regolarmente composta e sulla base di dati clinici e sociosanitari attuali, con la predisposizione o l’aggiornamento del Progetto assistenziale individualizzato garantendo la continuità della presa in carico fino all’effettiva attivazione di un setting assistenziale appropriato.

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Il Tar, dopo l’esame cautelare, ha ritenuto necessario acquisire ulteriori elementi prima di assumere le successive determinazioni. In particolare, il Collegio ha ordinato all’Asp di Vibo Valentia di depositare una dettagliata relazione sui fatti di causa, con specifico riferimento ai presupposti di fatto e di diritto posti a fondamento dei provvedimenti di dimissione e di mancata proroga dei ricoveri. Per adempiere all’ordine istruttorio, il Tribunale amministrativo regionale ha assegnato all’Azienda sanitaria di Vibo un termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza.
Nel frattempo, il Tar ha sospeso interinalmente l’efficacia dei provvedimenti impugnati, rinviando la prosecuzione del giudizio cautelare alla camera di consiglio del 4 novembre 2026. Fino a quella data, dunque, gli atti contestati restano sospesi. «Accogliamo con soddisfazione il provvedimento cautelare del Tar – dichiarano gli avvocati Vincenzo Loiacono, Paolo Fuduli e Vincenzo Fogliaro – soprattutto perché consente nell’immediato di tutelare persone fragili, evitando che gli atti impugnati producano effetti prima che venga approfondita la loro legittimità. Il Tar ha ritenuto necessario chiedere all’Asp una dettagliata relazione sui presupposti di fatto e di diritto delle decisioni adottate e, nelle more, ne ha sospeso l’efficacia. Il punto centrale del ricorso – proseguono i legali – resta quello evidenziato sin dalle prime iniziative: contestiamo che decisioni così delicate, capaci di incidere direttamente sulla continuità assistenziale di pazienti fragili e non autosufficienti, siano state assunte sulla base di valutazioni provenienti da una Uvm che riteniamo non regolarmente costituita, sia sotto il profilo procedurale sia con riferimento alla composizione minima prevista dalla disciplina regionale. Adesso attendiamo l’esito dell’istruttoria disposta dal Tar. L’Asp dovrà fornire una dettagliata relazione sui presupposti di fatto e di diritto posti a fondamento dei provvedimenti di dimissione e di mancata proroga. Continueremo a tutelare i nostri assistiti affinché ogni decisione sul loro percorso assistenziale venga adottata sulla base di valutazioni multidimensionali effettive e aggiornate e nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla normativa».

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