Distributori automatici all’Asp di Vibo installati per anni senza titolo, non regge l’accusa di danno erariale
La Corte dei Conti fa prevalere in sentenza la prescrizione ma sottolinea che in ogni caso non vi sono responsabilità nei confronti del convenuto. Altre sei posizioni erano state archiviate in precedenza
Dichiarazione di prescrizione per il danno contestato dalla Procura regionale della Corte dei Conti a Domenico Dominelli, 70 anni, di Napoli. E’ quanto deciso dalla Sezione giurisdizionale calabrese della Corte dei Conti in un giudizio di responsabilità contabile per la quale il convenuto era stato citato in giudizio per chiederne la condanna al pagamento della somma di 160.290,00 euro, oltre rivalutazione monetaria, interessi e spese di giustizia in favore dell’Asp di Vibo Valentia. La domanda traeva origine da una segnalazione di danno della Guardia di finanza del 10 febbraio 2023 relativa allo svolgimento del servizio di gestione dei distributori automatici di bevande ed alimenti, da parte di un operatore economico privato, presso i locali “appartenenti all’Asp di Vibo, in assenza di gara o procedura comparativa e senza alcun titolo giuridico che legittimasse lo svolgimento del servizio, sussistendo, con riferimento ad alcuni specifici distributori, solo delle note di autorizzazione rilasciate motu propriu dal direttore di turno dell’Asp”.
In particolare, la Procura regionale della Corte dei Conti prospettava che dal 2 agosto 2000 Tripaldi Panteleone, titolare dell’omonima ditta, avrebbe effettuato il servizio di gestione dei distributori automatici presso il presidio ospedaliero di Vibo Valentia e a tal proposito aveva richiesto al direttore generale l’autorizzazione a fornire gratuitamente lo stesso servizio presso tutti gli ospedali dell’Azienda sanitaria provinciale. Veniva così autorizzata la Bi.Bi Service srl, società di Tripaldi Pantaleone subentrata alla sua ditta individuale, ad installare: distributori automatici di bevande presso i locali dell’ospedale di Vibo Valentia; un distributore automatico di bevande presso gli uffici amministrativi dell’Asp di Vibo; un distributore automatico di bevande nei locali della nuova casa di riposo di Moderata Durant. Il tutto, secondo l’accusa, “senza alcuna disciplina sul piano contrattuale e con la sola previsione di un rimborso forfettario a carico dell’esercente di 30,00 euro per i consumi di energia elettrica.
L’installazione anche a Serra e Tropea
Seguivano richieste del 22 giugno 2004 per aumentare il numero dei distributori già operativi e successivamente per l’installazione di un distributore presso i locali di Palazzo Rosano a Vibo Valentia, a fronte delle quali veniva riscontrato che: in data 1 luglio 2004 il direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria, “autorizzava genericamente l’installazione di ulteriori distributori presso i locali dell’allora Asl di Vibo; in data 16 dicembre 2005 il direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria autorizzava l’installazione di due distributori presso l’atrio adiacente la pediatria-otorino del presidio ospedaliero di Vibo; in data 24 aprile 2007 il direttore generale autorizzava l’installazione di un distributore nell’atrio del presidio ospedaliero di Tropea. In tali casi “non vi era alcuna regolamentazione contrattuale per il servizio e solo per il distretto sanitario di Serra San Bruno veniva rilevata una convenzione del 26 novembre 2009, in difetto di qualsiasi atto amministrativo di approvazione e qualsiasi procedura di affidamento del contratto”. Pertanto, secondo la Procura contabile, la Bi.Bi service srl avrebbe svolto il servizio di distribuzione automatica in questione “sine titulo e di tale gestione anomala ed illecita i vertici aziendali ne sarebbero venuti a conoscenza solo in data 9 luglio 2014”.
Il 23 aprile 2021 il nuovo commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Maria Pompea Bernardi, chiedeva così con urgenza al direttore amministrativo, al direttore dell’U.O. gestione risorse economiche e finanziarie e al direttore dell’U.O. provveditorato economato e gestione logistica chiarimenti e informazioni relative ai distributori automatici. “Solo il responsabile del procedimento Domenico Dominelli – si legge in sentenza – riscontrava la richiesta, comunicando che non era stata svolta alcuna gara e che non esisteva alcun provvedimento formale di affidamento del servizio”. Il commissario straordinario il 21 maggio 2021 disponeva così la rimozione di “tutti i distributori automatici e indetta un’apposita gara, coinvolgendo per gli atti conseguenziali i vertici aziendali e il responsabile dell’ufficio legale affinché fornissero aggiornamenti sulle iniziative intraprese. La nota, però, stando all’inchiesta della Procura contabile non sarebbe “mai stata smistata all’ufficio legale”. La procedura negoziata si concludeva il 3 ottobre 2023 con l’aggiudicazione a favore di altra ditta per l’installazione di 13 distributori per un corrispettivo da versare a favore dell’Asp di 438.320,00 euro, oltre iva, per la durata di quattro anni.
I danni richiesti dalla Procura contabile
La Guardia di finanza rappresentava che l’ufficio legale aveva effettuato atto di messa in mora nei confronti della Bi.Bi Service srl per il danno arrecato all’Asp dallo svolgimento sine titulo del servizio in data 20 marzo 2025. Sulla base di tali elementi la Procura della Corte di Conti notificava dapprima un invito a dedurre nei confronti di sei soggetti (posizioni poi archiviate) – ritenuti a vario titolo responsabili del danno da perdita di chances (787.152,82 euro) e da quello per mancato affidamento del servizio di distribuzione automatica con procedura comparativa (577.044,00 euro) – e poi un secondo invito a dedurre anche nei confronti di Domenico Dominelli.
La Corte dei Conti ha quindi stabilito in sentenza che i distributori automatici erano senza dubbio “posizionati nelle strutture aziendali sin dall’anno 2014, ciò evidentemente senza la previa adozione di alcun provvedimento che ne legittimasse l’installazione e la messa in opera. Di tale stato di cose, l’amministrazione dell’Asp ne aveva piena conoscenza”. Tuttavia l’eccezione di prescrizione dell’azione promossa dalla Procura contabile, sollevata dalla difesa di Dominelli, è stata accolta. Pur in considerazione della sua assorbente valenza rispetto ad ogni altro profilo di controversia, il Collegio della Corte dei Conti fa però osservare in sentenza che non può sottrarsi dall’affermare che, afferendo “il danno contestato al periodo secondo semestre del 2020 e all’intero anno 2022, in data 21 maggio 2021 il commissario straordinario dell’Asp, con nota indirizzata anche a Dominelli, disponeva di provvedere all’indizione di apposita gara per l’affidamento del servizio, procedimento che giungeva a conclusione”. Emerge quindi che per tale periodo “il convenuto Dominelli, su richiesta del commissario straordinario, si è attivato per la procedura di affidamento, portandola a conclusione, sicché appare evidente come anche da questo punto di vista la contestazione erariale risulterebbe sguarnita dell’elemento sul quale il requirente ha, invece, basato la domanda risarcitoria”.