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02/03/2026 ore 17.24
Cronaca

Disabile prigioniero in una casa popolare a Filadelfia, l’Aterp: «Appartamento in uno stabile non interamente di nostra proprietà»

L’ente pubblico in merito alla vicenda del 70enne senza gambe costretto a farsi portare in braccio per entrare e uscire dalla sua abitazione: «Su 8 alloggi solo 3 sono pubblici, siamo disponibili a partecipare alle spese»

di Redazione

In merito alla vicenda del 70enne disabile (con entrambi gli arti amputati), prigioniero della propria abitazione a causa del mancato funzionamento di un ascensore in uno stabile Aterp, interviene lo stesso ente pubblico con una nota di precisazione. La vicenda, si ricorderà, si è sbloccata dopo un lungo periodo grazie all’intervento del Comune e del legale dell’uomo. Lo stallo si era superato grazie all'intervento dell'Amministrazione comunale che ha deciso di farsi carico dei costi di riparazione. Per raggiungere casa propria, infatti, il 70enne doveva ricorrere all’aiuto di amici e parenti e farsi portare in braccio. 

Filadelfia, senza gambe e “prigioniero” nella casa Aterp: ascensore fermo dal 2006, interviene il Comune 

Le precisazioni dell’Aterp

«Aterp Calabria intende fornire i necessari chiarimenti per una corretta ricostruzione della vicenda e delle responsabilità coinvolte. È doveroso premettere che l’azienda ha seguito con massima attenzione il caso fin dalle prime segnalazioni, manifestando piena sensibilità verso la condizione di fragilità del residente. Tuttavia, occorre precisare la reale natura giuridica dell’immobile per inquadrare correttamente le competenze di spesa: lo stabile in questione è composto da 8 alloggi, di cui solo 3 sono rimasti di proprietà di Aterp, mentre i restanti 5 sono di proprietà di privati cittadini. Di conseguenza, la gestione delle parti comuni — incluso l’impianto elevatore — ricade sotto la disciplina del Codice civile in materia di condominio misto e non è più sotto la titolarità esclusiva di questa azienda. Nonostante la gestione dell’impianto non sia di competenza unilaterale dell’ente, Aterp Calabria non è rimasta inerte. Nei giorni scorsi, l’azienda aveva già comunicato di avere contattato la ditta installatrice dell’ascensore per richiedere un preventivo aggiornato per il ripristino dell’impianto e, di conseguenza, ha formalmente confermato la propria piena disponibilità a compartecipare alle spese di riparazione per la quota di propria spettanza (relativa ai 3 alloggi di proprietà pubblica), al fine di sbloccare una situazione di stallo che durava da anni.

Le dichiarazioni del commissario Aterp

«Sono profondamente colpita dalla situazione di disagio vissuta dal cittadino di Filadelfia e, proprio per questo, gli uffici si sono attivati con largo anticipo per trovare una soluzione tecnica e finanziaria. È bene però chiarire che, in un condominio dove la maggioranza degli alloggi è di proprietà privata, Aterp non può agire d’imperio come se fosse l’unico proprietario. Siamo pronti a collaborare con le istituzioni, ma respingiamo l’idea di una presunta inerzia di questa azienda, che ha agito con la massima solerzia consentita dalla legge per superare uno stallo che non dipendeva esclusivamente da noi».