Sezioni
07/02/2026 ore 20.49
Cronaca

Decine di alberi abbattuti a Vibo Marina, insorge Italia Nostra: «Bosco centenario tagliato senza pietà. Ci sono le autorizzazioni?»

In un’area adiacente all’ex cementificio sono stati tagliati gli storici eucalipti piantati negli Anni ‘30. L’associazione chiede conto a Palazzo Luigi Razza, Provincia e Sovrintendenza: «Chi ha dato il via libera?». Sulla questione interviene anche lo storico Montensanti: «Quelle piante non erano una decorazione» 

di Giuseppe Addesi

Ha suscitato non poche perplessità l’operazione di taglio degli alberi esistenti nell’area del sito ex Italcementi. Erano stati piantati verso la fine degli anni Trenta del secolo scorso, quando la società “Calce e Cementi Segni” di Delfino Parodi decise di costruire, nelle adiacenze dello stabilimento che aveva avviato, alloggi per i dipendenti, un vero e proprio rione che poteva anche avere a disposizione un’ampia area verde.

Sull’episodio interviene , con una nota stampa a firma del suo presidente Alessandro Caruso Frezza, l’associazione Italia Nostra, sezione di Vibo Valentia, che, stigmatizzando l’episodio, sottolinea come a rimanere intonsi sono solo i cumuli di spazzatura mentre il bosco secolare di maestosi e solenni eucalipti non c’è più.

«Non si sa chi mai abbia ordinato quel taglio massivo e questa operazione distruttiva dei valori ambientali, naturalistici e paesaggistici dell’area. Il Comune, la Provincia? Un mero proprietario privato o altri? Né si sa se quel taglio abbia ricevuto il preventivo nulla- osta paesaggistico da parte della Soprintendenza competente - rimarca ancora l’associazione - o della stessa Provincia di Vibo Valentia o se perfino quel nulla-osta sia stato chiesto. Una cosa è certa: i cittadini e i turisti vedranno in piena luce i cumuli di spazzatura anziché il viale di eucalipti». E infine l’appello alle istituzioni: “Italia Nostra chiede pubblicamente che il Comune e la Provincia di Vibo Valentia e la stessa Soprintendenza, attraverso i rispettivi organi, diano pubblica informazione di tutti i presupposti provvedimentali e decisionali, se mai ci fossero stati, che hanno portato a questo abbattimento massivo». In conclusione, Italia Nostra formula anche l’auspicio che anche la Procura di Vibo Valentia sia sensibile in tema di eventuali reati ambientali e che voglia vederci chiaro su quanto accaduto.

Anche Antonio Montesanti, storico del territorio e ambientalista di lunga data, interviene sull’accaduto. «Quello che ho visto ieri - afferma Montesanti sul suo profilo Facebook - non è un “verde tagliato”, ma un intero paesaggio rimosso. Non è rimasto un albero! Hanno tagliato decine e decine di alberi! Li hanno tagliati tutti, nel silenzio di tutti. Quegli ettari di eucalipti e pini, cresciuti per decenni lungo sul lato opposto all’ex Italcementi, non esiste più.

Restano ceppaie, tronchi accatastati, fango. E soprattutto resta una cosa nuova: la vista nuda delle palazzine, che sembrano essere sopravvissute ad un bombardamento.

Quegli alberi non erano decorazione, ma un saggio intervento dell'uomo sopravvissuto ai bombardamenti veri della guerra e svolgevano tre funzioni misurabili. Erano schermo visivo tra strada e area industriale, frangivento costiero ed assorbimento di polveri e rumori. Erano una cortina arborea di mitigazione ambientale. Una vera infrastruttura naturale, non un arredo. L’intervento che appare dalle immagini è un taglio raso lineare: continuo, non selettivo, su alberi di grande diametro, apparentemente sani, eliminando la funzione del filare. Ricostruire una cortina del genere non è questione di piantare nuovi alberelli. È questione di decenni. L'abbattimento a raso della cortina arborea di mitigazione ambientale lungo via Senatore Parodi è un atto incosciente, qualsiasi ne sia la motivazione. Perché un taglio raso lineare di cortina arborea con funzione di mitigazione paesaggistica lungo una strada pubblica non è un fatto privato anche se l’area è privata. Diventa automaticamente un fatto paesaggistico ed urbanistico... ed ormai - per come sono i tecnici negli uffici pubblici di tutela ed i politici - non mi sorprenderebbe affatto scoprire che sia stato compiuto con le tutte le autorizzazioni che un abbattimento di alberi di grande fusto come questo prescriverebbe».