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24/03/2026 ore 06.15
Cronaca

Con la figlia disabile in braccio per tre piani, la mamma di Giulia rifiuta la proposta del Comune di Ricadi: «Serve una casa più vicino, così non va»

VIDEO | Dopo il confronto con il sindaco Nicola Antonio Tripodi, Chiara Calamita respinge l’alloggio offerto nella frazione San Nicolò: «Non hanno capito le necessità della bambina». Il suo avvocato parla di «situazione insostenibile». Il primo cittadino: «Più di questo ora non possiamo fare»

di Cristina Iannuzzi

«Sono delusa e stanca». Parole cariche di amarezza quelle pronunciate da Chiara Calamita al termine dell’incontro in Comune con il sindaco di Ricadi, Nicola Antonio Tripodi. Un confronto durato poco più di mezz’ora, convocato dopo il caso sollevato nei giorni scorsi da Il Vibonese e LaC News24, che ha portato all’attenzione pubblica la situazione della donna e della figlia Giulia, 10 anni, su una sedia a rotelle, situazione che costringe la madre a trasportarla in braccio per i tre piani dell’abitazione in cui abitano oggi.

«Mi hanno proposto una casa a San Nicolò, ma ancora non si sono messi in testa quali sono le necessità di mia figlia», afferma all’uscita dalla stanza del sindaco.

Madre costretta a portare in braccio la figlia disabile per 3 piani, l’Aterp: «Non vive in una casa popolare. Ha rifiutato 3 proposte»

Sulla proposta avanzata dal Comune, Chiara è categorica: «La frazione di San Nicolò è troppo distante da Ricadi, anche per il supporto dei miei genitori che mi aiutano ogni giorno. Ho bisogno di stare vicino a loro».

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A spiegare nel dettaglio le criticità è l’avvocato Giulia Russo: «Chiara non può continuare a portare la figlia in braccio per tre piani, la situazione è diventata veramente insostenibile». E sulla soluzione proposta: «Non è accettabile, perché significherebbe sradicare Giulia dal suo ambiente. Anche se si tratta dello stesso Comune, parliamo di diversi chilometri e di una bambina che ha necessità di assistenza continua».

L’avvocato Russo entra anche nel merito dei servizi prospettati dall’amministrazione: «È stato ipotizzato un trasporto personalizzato, ma solo per la scuola, non per l’intera giornata. Questo non risolve il problema. Quando Giulia ha delle crisi ha bisogno della madre, e avere punti di riferimento distanti complica tutto». Poi annuncia i prossimi passi: «Ci rivolgeremo all’Aterp e chiederemo un confronto anche con il Comune. Pare ci siano alloggi occupati abusivamente, situazioni che dovranno essere affrontate. Non può essere questa famiglia a pagare le conseguenze».

Dal canto suo, il sindaco Nicola Antonio Tripodi difende l’operato dell’Amministrazione: «Siamo molto sensibili al problema della signora Calamita e di sua figlia. Abbiamo individuato alcune soluzioni e le abbiamo sottoposte alla madre, ora attendiamo una decisione».

Sull’alloggio proposto precisa: «Si tratta di una casa a piano terra a San Nicolò di Ricadi. A questo abbiamo aggiunto la disponibilità di un trasporto personalizzato per accompagnare Giulia a scuola negli orari richiesti».

Il primo cittadino evidenzia però i limiti attuali: «Un appartamento Aterp a Santa Domenica non è disponibile. Ce n’è uno occupato abusivamente, ma c’è un procedimento in corso e finché il giudice non si pronuncia non possiamo intervenire». E aggiunge: «Abbiamo dato disponibilità anche a valutare un contributo per l’affitto o soluzioni alternative, come uno studio per l’installazione di un montascale nell’abitazione attuale».

Infine, ribadisce: «C’è la massima apertura da parte nostra, ma nei limiti delle possibilità del Comune. In questo momento non siamo in grado di offrire una casa a Santa Domenica così come richiesto».