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18/10/2026 ore 18.10
Cronaca

Caro vita, la protesta non conosce domenica. Nel Vibonese anche i commercianti pronti ad abbassare le saracinesche

VIDEO | Terzo giorno di mobilitazione per autotrasportatori e agricoltori, ancora in presidio a Vazzano, Sant’Onofrio e Pizzo: «Siamo stanchi ma non molliamo». Intanto incassano la solidarietà degli esercenti che sarebbero pronti a una serrata. E avvertono il Governo: «Se non arriveranno risposte andremo a manifestare a Roma»

di Cristina Iannuzzi

«Non ci sono più soldi nemmeno per un caffè». È lo sfogo di un autotrasportatore che, al presidio di Vazzano, racconta le difficoltà quotidiane di chi continua a lavorare senza riuscire più a sostenere i costi. La protesta contro il caro vita è arrivata al terzo giorno e autotrasportatori e agricoltori continuano a presidiare alcuni dei principali svincoli autostradali.

«Venti euro al giorno di carburante solo per andare a lavorare. Come si fa ad andare avanti? Noi lavoriamo per cinquanta euro al giorno e venti se ne vanno per il carburante. Così non è possibile».

Una rabbia che nasce dall’aumento del costo della vita e dalla difficoltà di mandare avanti le attività. A dare voce alla protesta è anche uno striscione affisso davanti a uno dei numerosi tir parcheggiati nei pressi dello svincolo autostradale: «Il nostro sudore non basta per pagare il vostro carburante».

Nonostante la convocazione da parte del governo, i manifestanti annunciano che la mobilitazione proseguirà almeno fino a martedì.

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Nel Vibonese commercianti pronti a chiudere i negozi

La novità più significativa della giornata arriva dal presidio di Sant’Onofrio, dove i mezzi pesanti continuano a sostare sotto lo sguardo di polizia e carabinieri, presenti da tre giorni per monitorare la situazione.

Angelo Derenzo, rappresentante di Fedralog, racconta di una protesta che sta coinvolgendo sempre più categorie economiche. «Siamo stanchi, perché ormai sono giorni e notti che andiamo avanti. Ma vogliamo raggiungere l’obiettivo e dare una risposta a tutti i settori, dall’autotrasporto fino ai generi alimentari», spiega.

Proprio a Sant’Onofrio è arrivata una rappresentanza di imprenditori della provincia di Vibo Valentia, intenzionati a manifestare la propria vicinanza agli autotrasportatori attraverso la chiusura delle attività commerciali.

«È venuta una rappresentanza di imprenditori del Vibonese che vuole chiudere le saracinesche dei negozi. Stanno costituendo un comitato che nelle prossime ore si recherà in Prefettura per organizzare una manifestazione», annuncia Derenzo.

Un’iniziativa che punta a estendere la mobilitazione oltre il mondo dei trasporti, coinvolgendo direttamente il commercio locale. 

«Lottiamo per la sopravvivenza delle nostre famiglie»

«Siamo qui a lottare per la sopravvivenza della mia famiglia, di tutto il personale che lavora con me e di tutti, perché è una problematica che colpisce tutti», afferma.

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L’attesa è ora rivolta al confronto annunciato con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. I manifestanti sperano che dall’incontro possano arrivare risposte concrete alle richieste del comparto.

«Se non dovessero arrivare le risposte attese, il prossimo passo sarà manifestare a Roma», avverte il rappresentante di Fedralog.

Le conseguenze sulla distribuzione delle merci

A seguire da vicino le difficoltà del settore c’è anche Goffredo Lombardo, operatore del comparto petrolifero e rivenditore nel mondo dei trasporti. Pur non essendo direttamente coinvolto nella protesta, ha scelto di raggiungere il presidio per esprimere la propria solidarietà.

«Mi auguro che il settore del trasporto possa avere un giusto riconoscimento, visto che in Italia il 90% delle merci si muove su gomma», sottolinea. «L’aumento dei costi finisce inevitabilmente per ricadere sui cittadini, che si ritrovano a pagare di più per beni e servizi. È questo il messaggio che bisogna far passare».