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19/10/2026 ore 11.32
Cronaca

Caro carburante, gli studenti dell’Einaudi di Serra scendono in piazza: «Raggiungere la scuola non può diventare un lusso»

Striscioni, fumogeni e slogan davanti all’istituto superiore per denunciare il peso dei rincari sulle famiglie e sui trasporti scolastici. I ragazzi aderiscono alla mobilitazione contro il caro vita e lanciano un appello alle istituzioni: «Non mandate in fumo i nostri sogni!»

di Redazione

Gli studenti dell'Istituto d'istruzione superiore “Luigi Einaudi” di Serra San Bruno si mobilitano contro il caro vita e il caro carburanti, aderendo alla protesta che in questi giorni sta interessando la Calabria. Questa mattina i ragazzi si sono radunati all'esterno della scuola per una manifestazione pacifica, dando voce alle preoccupazioni delle giovani generazioni per le conseguenze dell'aumento dei prezzi sulle famiglie e sul loro futuro.

Striscioni, fumogeni e slogan hanno accompagnato la protesta, organizzata per richiamare l'attenzione sulle difficoltà quotidiane che il rincaro dei beni di prima necessità e dei carburanti sta determinando anche per gli studenti.

«L'istruzione è un diritto, raggiungerla non dovrebbe essere un lusso»

Tra i messaggi esposti davanti alla scuola, uno sintetizza le ragioni della mobilitazione: «L'istruzione è un diritto, raggiungerla non dovrebbe essere un lusso». Un riferimento diretto ai costi che le famiglie devono sostenere per garantire ai propri figli la possibilità di frequentare le lezioni.

La questione è particolarmente sentita dagli studenti che risiedono nelle aree interne, dove gli spostamenti quotidiani rappresentano spesso una necessità. Come evidenziato nella nota diffusa dagli stessi ragazzi, il caro benzina incide pesantemente sui trasporti e raggiungere ogni giorno la scuola rischia di diventare una spesa sempre più difficile da sostenere.

«La vita costa sempre di più, ma i nostri diritti non valgono di meno» e «Il caro vita ci sta bruciando il futuro: non mandate in fumo i nostri sogni!» sono gli altri slogan scelti dagli studenti per esprimere la loro preoccupazione.

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L'appello alle istituzioni: «Non resteremo a guardare»

La mobilitazione assume così anche il significato di un appello rivolto alle istituzioni e al Governo, affinché vengano affrontate le difficoltà economiche che rischiano di compromettere le opportunità di crescita e formazione dei più giovani.

«Se nessuno ci aiuta – hanno continuato – toccherà a noi farci forza», si legge su uno degli striscioni esposti durante la manifestazione.

Una presa di posizione che, nelle intenzioni dei promotori, vuole andare oltre la semplice protesta contro l'aumento dei prezzi, rivendicando il diritto allo studio e a un futuro che non sia condizionato dalle difficoltà economiche.

«I giovani non sono disposti a rimanere a guardare mentre la crisi economica rischia di compromettere le loro opportunità di crescita e di formazione», sottolineano gli studenti nella nota che accompagna l'iniziativa.

Una manifestazione che gli stessi ragazzi definiscono un segnale di partecipazione civica e consapevolezza, con l'obiettivo di difendere non soltanto il proprio presente, ma soprattutto il proprio futuro.

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