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30/09/2026 ore 16.14
Cronaca

Carabinieri di Vibo, ecco i tre nuovi ufficiali: Cascone al Reparto operativo, Colella nel capoluogo e di Monaco a Tropea

Il comandante provinciale Antonio Parillo presenta il nuovo assetto: «Sono profili di altissimo livello». Per i nuovi arrivati una prima indicazione precisa: «Conoscere il territorio e inserirsi nel solco tracciato dai predecessori prima di introdurre novità». Chi sono e da dove vengono

di Enrico De Girolamo

Tre nuovi ufficiali per rafforzare il dispositivo dell’Arma nel Vibonese e dare continuità a una linea operativa che nei prossimi mesi allargherà ulteriormente il proprio raggio d’azione. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, colonnello Antonio Parillo, ha presentato questa mattina il nuovo assetto dei vertici territoriali: il tenente colonnello Gennaro Cascone guiderà il Reparto operativo, il capitano Giuseppe Colella la Compagnia di Vibo Valentia e il capitano Simone di Monaco quella di Tropea.

Cascone subentra al colonnello Simone Puglisi, Colella prende il posto del maggiore Manuel Grasso, mentre Di Monaco succede al capitano Emanuele Palombi. Tre avvicendamenti importanti in altrettanti snodi centrali dell’organizzazione provinciale dell’Arma.

«Sono ufficiali di elevatissimo profilo», ha sottolineato Parillo presentandoli alla stampa. Il comandante provinciale ha richiamato in particolare il curriculum di Cascone, che ha maturato diverse esperienze al Comando generale, anche nella sala operativa, e in precedenza ha prestato servizio al Nucleo investigativo di Trapani. Per lui si tratta inoltre di un ritorno in Calabria, regione nella quale aveva già ricoperto incarichi di comando.

Parillo ha ricordato anche un precedente professionale comune: «Ho accolto con grande gioia l’arrivo del colonnello Cascone perché entrambi, dal 2011 al 2015, in incarichi diversi siamo stati a Reggio Calabria, dove ci siamo conosciuti».

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Colella alla guida della Compagnia di Vibo

Al capitano Giuseppe Colella viene invece affidata la Compagnia del capoluogo, uno dei presidi più delicati e operativamente impegnativi dell’intero territorio provinciale.

Anche in questo caso Parillo ha parlato di un ufficiale «di elevatissimo profilo», sottolineando come proprio la sua esperienza abbia portato all’assegnazione alla Compagnia di Vibo Valentia. Colella arriva da precedenti incarichi territoriali e operativi e sarà chiamato a confrontarsi con le numerose criticità del capoluogo e dei centri che ricadono sotto la competenza della Compagnia.

Per i nuovi arrivati, tuttavia, la parola d’ordine iniziale sarà conoscenza del territorio. Parillo ha spiegato di avere consigliato loro «di inserirsi nel solco prima di introdurre elementi di novità», proseguendo inizialmente il lavoro dei predecessori.

«Prima di tutto – ha spiegato – servono gli strumenti di conoscenza, prima ancora che quelli d’azione. Ogni territorio ha le sue peculiarità e assumere iniziative immediatamente potrebbe essere prematuro». Una fase di studio che, assicura il comandante provinciale, «stanno già facendo».

Di Monaco a Tropea, l’esperienza nelle indagini sui fondi europei

Particolarmente legato a una delle future direttrici dell’attività dell’Arma è invece il profilo del capitano Simone di Monaco, chiamato a guidare la Compagnia di Tropea.

Di Monaco proviene dal Nucleo investigativo di Bologna e ha maturato anche esperienza nella sezione collegata all’EPPO, l’European Public Prosecutor’s Office, la Procura europea competente sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea.

Un curriculum che Parillo ha collegato direttamente a uno dei settori sui quali il Comando provinciale intende concentrare l’attenzione: «Mi fa piacere che sia arrivato a Tropea perché ritengo di investire molto anche sul fronte del contrasto alle indebite percezioni dei contributi in agricoltura».

Una competenza destinata dunque a trovare applicazione nelle nuove campagne di controllo annunciate dal comandante provinciale, soprattutto nell’area del Monte Poro, dove l’Arma intende verificare la regolarità nell’accesso ai finanziamenti e approfondire eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale.

«Sarà il territorio a dettare le linee d’azione»

Nessuna rivoluzione immediata, quindi, ma continuità e progressiva conoscenza delle realtà affidate ai tre ufficiali. «Sarà il territorio a dettare le linee di azione», ha sintetizzato Parillo, ricordando che i carabinieri sono una forza di polizia a competenza generale e devono modellare la propria attività sulle criticità che emergono giorno dopo giorno.

Violenza di genere, tutela delle fasce deboli, reati predatori, controllo del territorio, criminalità economica e ambiente sono alcuni dei fronti già indicati.