Capistrano, mille persone alla “sagra” per i 36 anni del sindaco Martino: «Ho pagato tutto io», e mostra bonifici e scontrini
Una festa di compleanno celebrata con una lunga tavolata nel centro storico. Il primo cittadino chiarisce di avere sostenuto personalmente ogni spesa, compresa la tassa comunale per l’occupazione del suolo pubblico: «Sentivo la necessità di riannodare i fili con la mia comunità dopo oltre due anni di assenza». Nel 2023 lo scioglimento per mafia, poi a fine 2025 la rielezione
Una lunga tavolata che si dipanava tra le viuzze del centro storico di Capistrano, circa mille persone provenienti da tutta la provincia e un menù a base di pasta e fagioli, panino con la salsiccia e dolci per chiudere. Più che una festa di compleanno, quella del sindaco Marco Martino, che ieri ha spento 36 candeline, è stata a tutti gli effetti una sagra estiva, che ha coinvolto amici, semplici conoscenti e numerosi amministratori della provincia vibonese, tra sindaci, assessori e consiglieri comunali. Una scena che a qualcuno potrà sembrare surreale, ma non del tutto inconsueta da queste parti, dove il “paese” è ancora comunità prima che fredda toponomastica. Capistrano, poi, con i suoi 800 abitanti, è tra i centri più piccoli del Vibonese e questo contribuisce a rendere la piazza ancora un’estensione del tinello di casa.
Il sindaco mostra bonifici e scontrini
Tutto molto pittoresco, ma chi ha pagato? Una domanda alla quale Martino risponde con sincero stupore: «Ho pagato io, ovviamente. Ma è assolutamente scontato che sia così, non vedo come si possa immaginare che il Municipio ci rimettesse anche un solo euro. Ho pagato tutto di tasca mia, compresa la tassa comunale per occupazione del suolo pubblico». E mostra il bonifico a favore del Comune: per la cronaca, 250 euro. Complessivamente tra occupazione del suolo pubblico, Scia e Piano della sicurezza, il primo cittadino ha dovuto sborsare circa 3mila euro. Per la cena, invece, non si è affidato a un catering, «ma abbiamo fatto tutto in famiglia e tra amici», precisa. Poi, per diradare qualsiasi illazione, trasmette a Il Vibonese anche tutti gli scontrini per bicchieri, piatti e alimenti.
Dallo scioglimento alla rielezione
Sul perché abbia voluto fare le cose così in grande, spiega: «Dopo due anni di assenza ho sentito il bisogno di riannodare completamente i fili con la mia comunità e ho voluto regalare ai miei concittadini questa serata. È stato tutto molto bello ed emozionante». L’allusione implicita è allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose il 17 ottobre del 2023, che determinò la fine anticipata della sua amministrazione. Inutili i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, che confermarono le ragioni della Prefettura e del ministero dell’Interno. Infine, il 24 novembre 2025 il riscatto nelle urne, con il 67% di voti che ne ha decretato la rielezione. «Ve l’avevo detto che ci saremmo rivisti», commentò a caldo dopo la schiacciante vittoria elettorale.
Il regolamento contro le infiltrazioni
Da allora Martino sembra essersi messo di buzzo buono per cercare di allontanare qualunque ombra residua, adottando un super-regolamento comunale contro le infiltrazioni mafiose per l’inasprimento delle verifiche sulle imprese, sugli affidamenti pubblici e sul lavoro dei responsabili di settore. Un ritorno sulla scena politica suggellato ieri da una festa di compleanno che sembrava una sagra.