Bivona, la censura “affissione abusiva” del Comune colpisce alcuni manifesti ma risparmia quelli messi proprio dal Municipio
Sullo stesso muro convivono locandine bollate come irregolari e altre di iniziative riconducibili alla stessa Amministrazione rimaste intatte. Potrà esserci una spiegazione burocratica, ma l’immagine restituisce l’impressione di due pesi e due misure diverse
A Bivona i censori dell’abusivismo sembrano avere gusti piuttosto selettivi. Almeno a giudicare da una fotografia scattata da un lettore lungo una strada della frazione marina di Vibo, dove sullo stesso muro sono stati affissi numerosi manifesti pubblicitari.
Su alcune locandine campeggia, ben visibile, la dicitura del Comune: «Affissione abusiva». Una sorta di marchio dell’irregolarità applicato sopra immagini, volti e programmi degli eventi. A fianco, però, senza soluzione di continuità, altri manifesti che pubblicizzano iniziative riconducibili alla stessa Amministrazione comunale risultano apparentemente risparmiati dal severo cartellino.
Il risultato è una scena a metà strada tra il paradosso burocratico e la commedia all’italiana: il Comune bacchetta chi affigge senza rispettare le regole, ma sullo stesso muro sembra chiudere almeno un occhio, azni entrambi, quando la pubblicità riguarda le proprie manifestazioni.
Naturalmente una fotografia non basta per emettere sentenze. Potrebbe esserci una spiegazione perfettamente legittima: alcuni manifesti potrebbero essere stati autorizzati, altri no; potrebbero essere stati pagati diritti differenti oppure i controlli potrebbero essere avvenuti in momenti diversi. Tutto possibile.
Resta, però, il problema dell’immagine. Perché anche quando la burocrazia ha le sue ragioni, la comunicazione pubblica dovrebbe evitare di alimentare l’impressione che esistano regole diverse a seconda di chi tiene in mano il secchio della colla.
Un chiarimento da parte del Comune potrebbe sciogliere il piccolo mistero estivo. Nel frattempo la fotografia resta lì, eloquente: alcuni manifesti sono abusivi, altri evidentemente un po’ meno. E il buon esempio, a differenza delle locandine, non dovrebbe avere bisogno di essere attaccato al muro.