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11/03/2026 ore 14.06
Cronaca

Beni confiscati alla ‘ndrangheta, passi in avanti a Nicotera per trasformare l’Elefantino Rosso in un presidio dell’Arma dei carabinieri

L’immobile che era del clan Mancuso è tornato in mano dello Stato nel 1997. Da allora si sono rivelati vani i tentativi di riutilizzo essendo sfumati diversi progetti

di Giuseppe Baglivo

Passi in avanti a Nicotera per la restituzione al Demanio dello Stato dell’immobile confiscato al clan Mancuso denominato “Elefantino Rosso” e per l’insediamento nello stesso di un presidio dell’Arma dei carabinieri. La giunta comunale di Nicotera (sindaco Giuseppe Marasco, assessori presenti Lorella Destefano, Robertino Massara e Antonio La Malfa, assente il solo Marco Vecchio) ha infatti approvato la proposta di deliberazione contenente un apposito atto di indirizzo per la restituzione dell’immobile – ubicato in località Timpa di Nicotera Marina allo Stato. L’Elefantino Rosso è stato confiscato al clan Mancuso nel 1997 e successivamente assegnato al Comune. A seguito di un errato accatastamento derivante dal verbale di assegnazione originario, l’immobile risulta comprendere anche una particella non oggetto di confisca e di proprietà di terzi. I proprietari, con il 19 novembre 2007 hanno manifestato la volontà di vendere la porzione di immobile registrato erroneamente nei beni del Comune e la stessa volontà è stata espressa dalle eredi il 12 maggio 2008 per la somma di trentamila euro. L’amministrazione comunale di Nicotera intende quindi restituire ora tale immobile al Demanio dello Stato affinché sia destinato a sede di un presidio dell’Arma dei Carabinieri «rafforzando in modo stabile e visibile la presenza dello Stato sul territorio».

Per procedere però alla restituzione dell’intero compendio immobiliare al Demanio dello Stato si è reso necessario acquisire preventivamente al patrimonio tale particella e, a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario del Comune in data 31 dicembre 2017, la gestione delle partite debitorie, compresa la vicenda dell’Elefantino Rosso, è stata trasferita alla Commissione straordinaria di liquidazione, la quale ha già ottenuto l’approvazione del Piano di estinzione e prevede la conclusione della procedura di risanamento, con la definitiva approvazione del conto di gestione, entro il termine massimo di quattro mesi, con conseguente restituzione all’ente locale della piena competenza su ogni vicenda gestita, compresa quella dell’immobile in questione.

L’amministrazione comunale con l’atto di indirizzo, approvato dalla giunta comunale, si è quindi impegnata a corrispondere tempestivamente la somma necessaria per il riscatto della porzione immobiliare non ancora di proprietà del Comune, essendo l’importo e le condizioni già definite tra le parti per il tramite dell’Organismo straordinario di liquidazione. Secondo gli intenti degli amministratori di Nicotera, tale operazione “riveste carattere prioritario e strategico per l’interesse pubblico, costituendo – si legge nell’atto di indirizzo – un’iniziativa di elevato valore istituzionale e simbolico nella lotta alla criminalità organizzata e nel rafforzamento della sicurezza del territorio”. Il Comune si è così impegnato - non appena rientrato nella propria piena competenza la gestione della relativa particella a seguito della conclusione della procedura di dissesto - a corrispondere tempestivamente la somma concordata per il riscatto della particella di proprietà di terzi. Con lo stesso atto di indirizzo è stato infine demandato al responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Nicotera di adottare tutti gli atti consequenziali: redazione della proposta di deliberazione consiliare per l'acquisizione della particella al patrimonio comunale; regolarizzazione e voltura catastale della stessa; ogni ulteriore adempimento necessario al perfezionamento dell’operazione. Quale termine stimato per il completamento dell’intera procedura è stato stabilito il mese di settembre prossimo.
Da ricordare che nel 2019 il Comune aveva deciso di trasferire nell’immobile denominato “Elefantino Rosso” la locale Scuola Media. Era invece sfumato il progetto Musicarte, che doveva trasformare l’immobile confiscato al clan Mancuso in un laboratorio di musica e cinematografia.